di Valerio Re
IL PROGETTO – La cura non è solo medica, ma possibilità di uscire di casa, costruire relazioni, creare progetti e prospettive. È il principio alla base di Ponte, acronimo di “Percorsi organizzati per le malattie neurodegenerative: territorio e empowerment sociale”. È un progetto dell’Asl Cn2 che ha ottenuto il secondo posto alla prima edizione del premio nazionale Longev-Italia.
La prescrizione sociale si affianca a quella medica
L’obiettivo è affrontare le sfide di invecchiamento e fragilità: si tratta di un tema prioritario, considerando che la popolazione generale invecchia e i bisogni di salute si moltiplicano. Il cuore dell’iniziativa è la sperimentazione della “prescrizione sociale”, concetto che si aggiunge alla tradizionale “prescrizione medica”: la cura rivolta a persone con fragilità sociali e cognitive, malattie neurodegenerative e ai loro caregiver non è più soltanto farmacologica, ma si arricchisce di attività motorie, proposte culturali, occasioni di socializzazione e incontro.
Il lavoro coinvolge infermieri di famiglia e comunità, psicologi, medici di medicina generale, équipe sociosanitarie, servizi sociali e realtà del territorio: professionisti con competenze differenti, chiamati a collaborare per accompagnare le persone verso le attività della comunità.

Una rete territoriale coordinata dall’Asl Cn2
Nella rete coordinata dall’Asl Cn2 operano il consorzio socioassistenziale Alba Langhe e Roero, i servizi sociali intercomunali di Bra e la fondazione Santi Lorenzo e Teobaldo. Il progetto, sostenuto dalla fondazione Crc, ha tra i partner anche la cooperativa sociale Progetto Emmaus, che contribuirà alla realizzazione di nuovi Caffè Alzheimer e attività per gli over 65, in gruppo e a domicilio. Come spiega una partecipante, «per mio padre il Caffè Alzheimer è diventato un punto di riferimento importante, un gruppo di persone con cui può condividere momenti, pensieri ed emozioni sentendosi libero di essere sé stesso. Per lui quelle ore sono diventate un’occasione di svago, momenti in cui riesce a pensare ad altro, a divertirsi e a vivere qualcosa di diverso dalla routine. Quando lo andiamo a prendere, spesso ci dice che si sente leggero e spensierato. Questa sua serenità arriva anche a noi».

Tra i progetti collaterali, sono ripresi gli incontri del gruppo “I veterani del totem”, con collegamenti on-line dedicati a socializzazione, ginnastica dolce e stimolazione cognitiva. Ci sono anche le attività integrative del centro diurno anziani, con una Oss e un’arteterapista. Inoltre, nelle sale comunali sono previste proposte come yoga, attività motoria e visite ai musei, mentre un gruppo dedicato agli anziani di Grinzane e dei Comuni limitrofi offre esercizi per la memoria e attività culturali.
Sara Vaschetto di Progetto Emmaus sottolinea: «Attraverso il coinvolgimento di professionalità differenti potremo sperimentare nuove modalità di intervento e sviluppare risposte sempre più efficaci e vicine ai bisogni degli anziani e delle loro famiglie. Questo progetto ci offre l’opportunità non soltanto di ampliare le attività, ma anche di contribuire alla costruzione di comunità più accoglienti, inclusive e capaci di prendersi cura delle fragilità».
