Ultime notizie

Dopo la guerriglia, il cardinale Repole: «Torino non è una città violenta, ma è una capitale della solidarietà»

Il cardinale denuncia la violenza, ma pone l'accento anche sull'importanza di non confondere questi fatti con chi ha protestato pacificamente e soprattutto di non dimenticare i bisognosi

Dopo i fatti di Torino, anche il sindaco di Alba condanna la violenza
Canale Youtube Local team.

ALBA – Dopo i fatti di Torino, in particolare l’esplosione di violenza al termine della manifestazione organizzata a sostegno del centro sociale Askatasuna, arrivano altre prese di posizione.

«Torino non é una città violenta, è una grande capitale della carità e della solidarietà sociale: non può accettare di essere sfigurata in questa sua identità, di essere così manipolata dai cultori della violenza. Deve denunciare con forza chi ha scatenato la guerriglia sabato sera e siamo vicini alle vittime e ai feriti, alle forze dell’ordine; contemporaneamente dobbiamo affrontare le radici delle sofferenze del nostro tempo, non confondendo le frange violente con le migliaia di persone che manifestano pacificamente». Lo afferma il cardinale Roberto Repole, in una nota diffusa dall’arcidiocesi del capoluogo piemontese.

Annuncio Repole cardinale: grande gioia e riconoscenza dalle chiese di Torino, Susa e Bra

«Credo – è l’invito dell’arcivescovo – che chi ha responsabilità oggi debba compiere proprio lo sforzo di non confondere gli inaccettabili eccessi di alcuni con il sentimento mite della maggioranza e con la sofferenza silenziosa di tanti che vivono la povertà e l’emarginazione. Torino ha sempre saputo chinarsi per curare le ferite prima di punire. Fermeremo la violenza, ma non si dovrà nascondere questa sofferenza e chi lavora per il dialogo».

comunicato stampa

Banner Gazzetta d'Alba