ARTIGIANATO – Il lavoro sommerso e l’abusivismo continuano a rappresentare una delle criticità più rilevanti per il settore dell’edilizia. Un fenomeno che, secondo Confartigianato Cuneo, non solo danneggia le imprese che operano nella legalità, ma espone anche i cittadini a interventi privi di garanzie e di sicurezza.
Lo chiamano “lavoro sommerso”, “abusivismo”, “economia non controllata”, ma il fenomeno è sempre lo stesso: nel nostro Paese agisce quotidianamente un esercito di imprenditori non regolari che soffocano il lavoro onesto, creando una pericolosa distorsione sistemica. A pagarne il prezzo più alto sono non solo le imprese regolari, ma anche i cittadini, esposti a lavori non sicuri, totalmente privi di garanzie e di tracciabilità. Tra le realtà artigianali più colpite da questa pratica scorretta c’è il settore delle costruzioni.
Secondo il Rapporto Galassia di Confartigianato Imprese, il valore dell’economia sommersa in Italia si attesta in 217,5 miliardi di euro. Di questi, 77,2 miliardi derivano dal lavoro irregolare, che da solo pesa per il 3,6% del Prodotto interno lordo. Tra i dati più rilevanti spiccano proprio le costruzioni, con un tasso di irregolarità che raggiunge il 10,3%.
«Contrastare l’abusivismo – commenta Giuseppe Trossarello, rappresentante provinciale dell’Edilizia di Confartigianato Cuneo e membro del Cda della Scuola Edile Cuneo – significa, prima di tutto, difendere le imprese che scelgono la trasparenza: quelle che investono in qualità e competenze, che rispettano le norme, che garantiscono tracciabilità, sicurezza e correttezza nei rapporti con i clienti. Per avere tutto questo però, sarebbe importante regolamentare meglio l’accesso alla professione, evitando avvii “improvvisati” di attività senza alcun curriculum di comprovata esperienza. È un appello che abbiamo lanciato più volte come Associazione, ma finora dalle sedi governative non ci è arrivato alcun riscontro. Un accesso qualificato servirebbe anche a tutelare i cittadini, mettendoli in condizione di riconoscere la differenza tra un servizio improvvisato e un lavoro professionale: perché in molti settori, come l’edilizia o l’impiantistica, la scorciatoia dell’abusivo può trasformarsi rapidamente in un danno economico, in un rischio per la salute, o in un problema di sicurezza».
Sulla problematica Confartigianato Imprese mantiene da sempre alta l’attenzione, con un’azione continua e strutturata sia a livello nazionale sia sui territori. L’associazione promuove un approccio che unisce intervento e sensibilizzazione: da un lato il supporto concreto alle imprese, sollecitando una più incisiva collaborazione con istituzioni e autorità competenti; dall’altro un lavoro costante di informazione rivolto ai consumatori per rafforzare una maggiore consapevolezza.
L’obiettivo è avviare e consolidare un vero processo culturale: far comprendere che scegliere un operatore regolare non è soltanto una scelta di qualità, ma anche un atto di responsabilità verso se stessi e verso la comunità.
«Un altro aspetto fondamentale – sottolinea Trossarello – è anche quello della formazione. Come rappresentante della Scuola Edile Cuneo, vorrei richiamare l’attenzione sul grande valore delle competenze, che in ogni attività rappresentano un requisito essenziale per fornire qualità e sicurezza in questo ambito lavorativo. Competenze che si acquisiscono con una formazione adeguata, offerta da un ente certificato, nel quale alle materie tecniche se ne affiancano altre di importanza socio-culturale, quali il rispetto delle regole e l’attenzione alla sicurezza. Si tratta di valori imprescindibili che stanno alla base del “vero” lavoro, quello che garantisce i cittadini ed offre un futuro competitivo e giusto alle imprese».
Redazione
