CULTURA – Un nuovo appuntamento alla Fondazione E. Mirafiore per il Laboratorio di Resistenza Permanente, giunto alla sua XVI edizione e dedicato quest’anno al tema della partecipazione.
Dopo che venerdì scorso, in occasione dell’incontro con Silvia Salis, era stato letto ai presenti – e a chi ha seguito l’evento da casa – un messaggio dello scrittore Roy Chen, allora sotto assedio a Tel Aviv e impossibilitato a raggiungere l’Italia a causa del conflitto in Medio Oriente, arriva ora una notizia attesa: lo scrittore è riuscito a partire e sarà regolarmente presente all’incontro in programma.
È quindi confermato l’appuntamento di venerdì 13 marzo alle ore 19, quando Roy Chen racconterà al pubblico cosa significa “Scrivere in tempo di guerra”.
Dopo l’incontro con il professor Kamel e in attesa della giornalista Rula Jebreal, quello con Roy Chen rappresenta il secondo appuntamento che accende una riflessione sul Medio Oriente, una terra oggi segnata dal conflitto ma anche luogo da cui, in molti modi, ha preso origine la nostra stessa civiltà.
All’inizio della stagione nessuno avrebbe potuto immaginare che l’escalation della guerra raggiungesse livelli così drammatici. L’incontro offrirà dunque l’occasione di ascoltare direttamente la testimonianza di chi vive quotidianamente questa realtà, sempre più vicina e drammatica.
Roy Chen, che vive a Tel Aviv, è uno scrittore e drammaturgo molto conosciuto sia in Israele sia all’estero. Con il suo lavoro ha contribuito a rinnovare il linguaggio della drammaturgia israeliana, intrecciando la tradizione letteraria ebraica con influenze internazionali e una forte spinta alla sperimentazione. Le sue opere, tradotte e rappresentate in diversi Paesi, gli hanno garantito un crescente riconoscimento come voce critica e al tempo stesso profondamente umana.
Durante l’incontro saranno proiettati estratti di alcune sue opere teatrali e verranno letti brani tratti dai suoi libri. Ampio spazio sarà inoltre dedicato al dialogo diretto con il pubblico, in un momento pensato non come una lezione formale ma come un confronto autentico, capace di alternare leggerezza e profondità, ironia e commozione.
Redazione
