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DocumentRari torna a La Morra con tre film sul presente

Dal Nepal alle Langhe tre serate gratuite tra immigrazione lavoro e territorio

DocumentRari torna a La Morra con tre film sul presente

CINEMA – Torna a La MorraDocumentRari”, la rassegna cinematografica che propone tre venerdì di proiezioni dedicate a temi centrali del nostro tempo: immigrazione, cooperazione internazionale e rapporto con il territorio. Un percorso che intreccia cinema e approfondimento culturale per raccontare storie autentiche, capaci di restituire la complessità e la bellezza dei luoghi e delle persone che li abitano.

La rassegna primaverile inaugura la stagione eventi 2026 dell’Ufficio Turistico, con tre appuntamenti in programma venerdì 27 marzo, venerdì 10 aprile e venerdì 24 aprile. Tutte le proiezioni si terranno alle 20.30 nel Salone Polifunzionale di La Morra, con ingresso gratuito e offerta libera.

L’iniziativa accompagna l’avvio della stagione calda attraverso racconti che parlano di terra, lavoro, solidarietà e sogni condivisi, invitando il pubblico a riscoprire il valore culturale e umano dei luoghi in cui viviamo e le connessioni che uniscono comunità vicine e lontane.

Il primo appuntamento, venerdì 27 marzo 2026, sarà dedicato a “DIL KUMARI – Un altro modo di raccontare il Nepal”, documentario di Gabriele Testa.
Girato interamente in Nepal, il film offre uno sguardo intimo sulla casa famiglia Dil Kumari, luogo di accoglienza per bambini e ragazzi in situazioni di vulnerabilità. La struttura è stata realizzata da Cecy Onlus, impegnata da anni in progetti di sostegno e sviluppo rivolti alle comunità più fragili del Paese. Attraverso testimonianze, scene di vita quotidiana e immagini del territorio, il documentario costruisce un racconto di solidarietà, comunità e speranza.

Il secondo appuntamento, venerdì 10 aprile 2026, proporrà “Siamo qui da vent’anni”, documentario di Sandro Buozzolo, nato da un’idea di Roger Davico. Il film esplora la trasformazione della vocazione agricola della provincia di Cuneoattraverso storie di lavoro, migrazione e integrazione. Il Barolo, il Moscato, la produzione casearia fondata sul lavoro di comunità indiane, la frutta del Saluzzese e i castagneti recuperati da nuovi custodi provenienti dall’Africa diventano simboli di un territorio in evoluzione. Il racconto attraversa luoghi emblematici come il Monviso e il Tanaro, mostrando come nuovi riti, culture e colori si intreccino con le tradizioni locali. Tra quotidianità, lavoro, silenzi e famiglie che crescono, emerge una domanda condivisa: siamo qui da vent’anni, per quanto tempo ancora dovremo rimanere invisibili?

Il terzo e ultimo appuntamento, venerdì 24 aprile 2026, sarà con “PIL – Perché immigrazione è lavoro”, documentario di Stefano di Polito del 2025. Ambientato nella scuola multiculturale “Aristide Gabelli” di Torino, il film segue una classe di terza media impegnata in una ricerca sul contributo reale degli immigrati alla società italiana. I dati sulla percezione negativa vengono messi a confronto con quelli relativi a lavoro, previdenza sociale e demografia, affiancati dalle testimonianze di nove attivisti immigrati che vivono da molti anni in Italia. Ne nasce un’opera che punta a cambiare la narrazione dominante sull’immigrazione, mettendo in luce la contraddizione tra il crescente bisogno di lavoratori stranieri e le difficoltà quotidiane generate da discriminazioni e disuguaglianze. Un invito a osservare da vicino ciò che spesso rimane invisibile: gli immigrati ci aiutano davvero “a casa nostra”.

Redazione

Dil Kumari, un altro modo di raccontare il Nepal - Trailer

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