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Castagna Cuneo Igp: Bellone guida il Consorzio

Il nuovo presidente rilancia su qualità, castagneti curati e filiera consapevole

Castagna Cuneo Igp: Bellone guida il Consorzio

AGRICOLTURA – Nuova guida per il Consorzio di valorizzazione e tutela della Castagna Cuneo Igp. A essere nominato presidente, nei giorni scorsi, è stato Marco Bellone, 62 anni, castanicoltore di Boves e vicepresidente provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo.

Confermato nel ruolo di direttore Leonardo Spaccavento, mentre il Consiglio di amministrazione del Consorzio è composto da Claudio Baudino di Chiusa di Pesio, Marco Bellone di Boves, Antonio Borgna di Pamparato, Livio Chialva di Tarantasca, Francesco Imberti di Borgo San Dalmazzo, Flavio Martino Lovera di Costigliole Saluzzo, Stefano Marchisio di Tarantasca, Vanni Nasi di Gambasca e Domenico Paschetta di Lagnasco.

Nel suo primo intervento da presidente, Bellone ha indicato con chiarezza le priorità del mandato, mettendo al centro la necessità di rafforzare la conoscenza e il valore dell’Igp lungo tutta la filiera: «L’obiettivo è far conoscere il marchio non solo al consumatore, ma anche all’agricoltore, che deve essere pienamente consapevole del sistema di produzione, degli standard qualitativi richiesti dal Disciplinare e delle opportunità di sviluppo che questo può offrire».

Tra i punti cardine della sua visione c’è anche una gestione più attiva e moderna dei castagneti. «Il castagneto va coltivato e non ‘munto’. Abbiamo troppe piante vecchie, che devono essere risanate o sostituite. La manutenzione è essenziale per rendere le piante più resistenti e ottenere pezzature migliori. Ogni sei o sette anni sono necessari interventi mirati di potatura. Dobbiamo guardare al futuro, non limitarci al presente», ha sottolineato il neo presidente.

Un altro tema centrale riguarda il rilancio della castanicoltura di montagna. Per Bellone serve infatti un cambio di passo anche sul piano culturale e organizzativo: «Serve un cambio di mentalità. Oggi è possibile irrigare anche in montagna, se si investe nelle infrastrutture. Non si può pensare di entrare in castagneto a settembre solo per raccogliere, la coltivazione richiede attenzioni continue. Anche chi non lo fa come attività principale, è auspicabile che adotti un approccio più professionale, nell’interesse generale di una crescita qualitativa del prodotto finale».

Guardando al futuro del comparto, Bellone si è soffermato anche sul ruolo delle nuove generazioni, invitando a investire soprattutto in pianura, valorizzando le varietà autoctone. Il suo suggerimento è di puntare su Garrone rosso e Marrone, definito «il Barolo delle castagne, una vera eccellenza del territorio»: «In pianura la gestione del castagneto è più “semplice” – ha osservato Bellone – e si può arrivare alla produzione in tempi più brevi. Dobbiamo puntare ad aumentare la pezzatura per rendere il prodotto più attrattivo, senza dimenticare che, sul piano organolettico, le nostre castagne sono già superiori alle varietà concorrenti estere».

Soddisfazione per la nomina è stata espressa anche dal presidente provinciale di Cia Cuneo, Marco Bozzolo: «Come organizzazione rappresentiamo una componente importante dei castanicoltori, soprattutto in montagna, e siamo certi che Bellone saprà imprimere nuovo slancio al percorso di valorizzazione del settore. Avere un Consorzio Igp è un valore tutt’altro che scontato: auspichiamo che questo strumento, reso più snello negli ultimi anni anche grazie alla revisione del Disciplinare, venga percepito sempre più come un’opportunità di sviluppo, anche da parte di nuovi produttori».

A chiudere, ancora Bozzolo, che ha ribadito il peso economico e territoriale del settore: «Il settore della castanicoltura ha dimostrato negli ultimi anni di poter rappresentare una fonte di reddito importante per coloro che vivono nelle aree marginali e la certificazione Igp può e deve rappresentare uno strumento per valorizzare ulteriormente il prodotto».

Redazione

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