ASTI – Un sequestro preventivo diretto del valore complessivo di 3,5 milioni di euro è l’ultima delle azioni messe in atto dai Finanzieri del Comando provinciale di Asti nei confronti del promotore finanziario su richiesta del Tribunale di Asti.
Indagato per i reati di truffa e autoriciclaggio
Si tratta di un ulteriore provvedimento emesso nei confronti del promotore finanziario, già in servizio presso la filiale albese di un istituto di credito nazionale, indagato per i reati di truffa e autoriciclaggio, già destinatario, a
settembre dello scorso anno, della misura cautelare personale degli arresti domiciliari e di un sequestro di beni per oltre 2,1 milioni di euro disposti dallo stesso Tribunale.
La prosecuzione delle indagini, condotte dai militari del nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Asti e dei finanzieri della sezione di Polizia giudiziaria presso la Procura della Repubblica e coordinate dall’Autorità giudiziaria, hanno permesso di individuare ulteriori casi di truffa perpetrate dal private banker che, sfruttando la fiducia riposta nei suoi confronti dai risparmiatori dallo stesso gestiti, si è appropriato delle ingenti disponibilità finanziarie giacenti sui loro depositi bancari.
Il rapporto di fiducia con i clienti
L’attività delle Fiamme gialle consistita essenzialmente nell’acquisizione e analisi delle movimentazioni di numerosi conti correnti bancari, esame di scritture contabili e informazioni testimoniali ha permesso di accertare
che il consulente finanziario approfittando dell’età avanzata di molti dei propri clienti, poco inclini all’utilizzo degli applicativi di internet-banking, proponesse alle sue vittime asserite operazioni di investimento mostrando, per carpire la loro fiducia, dei grafici di rendimento artefatti e inducendoli a sottoscrivere degli asseriti moduli di investimento che, in realtà, autorizzavano trasferimenti di denaro verso conti correnti a lui intestati o ad altri soggetti giuridici riconducibili allo stesso.
In alcuni casi i prelievi dai conti correnti dei risparmiatori avvenivano mediante l’utilizzo di carte bancomat intestate agli stessi ma ritirate presso la filiale dal consulente e mai consegnate ai titolari, o mediante l’utilizzo di
assegni circolari tratti sui depositi delle vittime e impiegati per finalità private. Talvolta, a fronte di richieste di rimborso e-o informazioni da parte dei risparmiatori, al fine di celare le appropriazioni già perpetrate ai danni degli stessi, l’indagato trasferiva sui loro conti le disponibilità presenti sui conti di altri investitori, secondo uno già noto “schema ponzi”.
Gli approfondimenti investigati
La destinazione delle somme sottratte
vi hanno consentito di tracciare i flussi finanziari e di accertare come le somme sottratte siano state impiegate in parte per finalità personali e in parte nell’ambito delle sue attività imprenditoriali nel settore agricolo o commerciale, talvolta anche per pagare debiti previdenziali relativi ai propri lavoratori dipendenti. L’attività di analisi ha consentito di constatare che, per rendere più difficoltosa un’eventuale ricostruzione delle movimentazioni finanziarie, le somme oggetto della truffa venivano veicolate mediante l’interposizione di conti intestati a società “decotte” riconducibili sempre a Diotti.
Il sequestro supera i 5,6 milioni di euro
Alla luce del solidissimo quadro investigativo, su proposta dell’Autorità giudiziaria inquirente, il Gip del Tribunale di Asti, ha disposto il sequestro preventivo diretto e per equivalente fino alla concorrenza per oltre 3,5 milioni di euro costituiti da disponibilità finanziarie, da orologi di pregio, mobili, motocicli, un compendio immobiliare composto da una cascina con terreni agricoli e macchine agricole.
Con l’operazione dei giorni scorsi, l’apprensione di beni e disponibilità finanziarie per oltre 3,5 milioni di euro va ad aggiungersi all’analoga attività di servizio pari a circa 2,1 milioni eseguita lo scorso autunno, determinando così l’ammontare complessivo dell’importo dei sequestri eseguiti pari a oltre 5,6 milioni di euro, coincidente alle somme distratte ai risparmiatori dal 2020 a oggi.
(In osservanza delle disposizioni del Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 188, per il principio della presunzione di innocenza la colpevolezza delle persone sottoposte a indagine in relazione alla vicenda in esame sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna).
c.s.
