I messaggi per il 2056 interrati nelle capsule del tempo dagli alunni di Sanfrè e Ceresole

I messaggi per il 2056 interrate nelle capsule del tempo dai bambini di Sanfrè e Ceresole

SANFRÈ E CERESOLE D’ALBA «Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane». Si apre con queste parole la lettera che gli studenti di Sanfrè hanno indirizzato ai loro compagni del futuro e che è stata inserita nella “capsula del tempo” interrata nel giardino dell’istituto.

Quando, fra trent’anni, i futuri alunni la apriranno, troveranno anche semi di papavero, simbolo di rinascita dopo la sofferenza. «Il rosso dei petali ricorda il il sangue versato durante le guerre», ha spiegato Massimo Panero, della sezione del Piemonte di Adipa (Associazione per la diffusione di piante tra amatori).

Nella missiva e con brevi messaggi su biglietti colorati, bambini e ragazzi di Sanfrè hanno invitato i loro successori a fare sempre domande per conoscere di più loro stessi e il mondo, a rispettare il pianeta e il paese nel quale giocheranno e andranno a scuola, a coltivare le loro passioni. «Allo stesso modo, io auguro a voi di realizzare i vostri sogni. Facciamo un salto nel futuro e regaliamo a coloro che apriranno la capsula un messaggio di impegno e speranza», ha affermato Anna Giordana, dirigente dell’istituto comprensivo Giovanni Arpino di Sommariva del Bosco, di cui fa parte il plesso di Sanfrè. Per poter individuare con precisione il punto in cui la capsula è stata interrata, è stata messa a dimora anche una pianta di corniolo.

I messaggi per il 2056 interrate nelle capsule del tempo dai bambini di Sanfrè e Ceresole 1

Anche a Ceresole d’Alba

La stessa iniziativa si è svolta alla scuola di Ceresole. Anche qui, nell’aprile del 2056, qualcuno aprirà la capsula e leggerà i messaggi. «Abbiamo messo a dimora un albero, affidato parole al futuro, deposto semi capaci di attendere e raccontato ai bambini che ogni gesto di cura può attraversare il tempo perché educare significa anche questo: piantare oggi qualcosa che forse fiorirà domani, o tra molti anni, quando altre mani, altri occhi e altri cuori ritroveranno ciò che noi abbiamo voluto consegnare al futuro. Un ringraziamento particolare va a Chiara Masia, sindaca di Ceresole, per aver condiviso con noi questo momento», ha aggiunto la dirigente scolastica dell’Arpino.

Alla cerimonia hanno partecipato sia i bambini della scuola dell’infanzia e sia gli alunni della primaria come quelli della secondaria.

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