Peste suina africana: primo caso in provincia di Cuneo a Cravanzana

Territorio indenne nonostante la malattia fosse nei territori confinanti tra Alessandrino e Savonese

Cinghiali, crescita incontrollata. Coldiretti chiede maggiori abbattimenti

ALTA LANGA – C’è un primo caso di peste suina africana (Psa) accertato in provincia di Cuneo. La conferma è arrivata dal Centro di referenza nazionale per lo studio delle malattie da Pestivirus e da Asfivirus, che ha riscontrato la positività al virus su un esemplare di cinghiale rinvenuto nel territorio comunale di Cravanzana. Si tratta del primo episodio ufficialmente rilevato nel Cuneese, finora rimasto indenne nonostante la presenza della malattia nei territori confinanti.

Negli ultimi mesi, infatti, numerosi casi erano stati registrati nelle vicine province di Alessandria e di Savona, evidenziando una progressiva espansione del quadro epidemiologico verso il Piemonte meridionale. La peste suina africana è una malattia virale che colpisce suini domestici e cinghiali, ma non è trasmissibile all’uomo. La sua diffusione rappresenta tuttavia una grave minaccia per il comparto suinicolo, con pesanti conseguenze economiche e sanitarie. Nelle prossime ore sono attese le determinazioni delle autorità competenti in merito alle misure di contenimento e alle eventuali restrizioni che potrebbero interessare l’area del ritrovamento.

COMUNICATO DELLA PROVINCIA DI CUNEOPeste Suina Africana: primo caso in Provincia di Cuneo. Massima attenzione e richiesta di immediato ripristino del coordinamento nazionale. È stato confermato in data odierna (martedì 2 giugno) dal Centro di Referenza nazionale per lo studio delle malattie da Pestivirus e da Asfivirus di Perugia che un esemplare di cinghiale rinvenuto nel Comune di Cravanzana, in Provincia di Cuneo, è risultato positivo al virus della Peste suina africana (PSA). Si tratta del primo caso accertato nel territorio della Provincia di Cuneo, evento che, purtroppo, era stato ampiamente previsto negli ultimi mesi. Numerosi episodi di positività al virus erano infatti già stati rilevati nei territori limitrofi, in particolare nelle province di Savona e Alessandria, configurando un quadro epidemiologico in progressiva espansione verso il cuneese.

Il presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo e il consigliere delegato alla Psa, Silvano Dovetta: «Ciò che temevamo è purtroppo accaduto, ma non ci ha colti impreparati. Negli ultimi anni la Provincia di Cuneo ha attivato un sistema articolato di prevenzione e contenimento, fondato su un intenso lavoro di coordinamento istituzionale e operativo. Attraverso la cabina di regia per la gestione della Psa, istituita nel 2023, è stato garantito un confronto costante tra tutti i soggetti coinvolti: Asl, Provincia di Cuneo, associazioni agricole, comparto suinicolo e mondo imprenditoriale, oltre ai rappresentanti venatori. Parallelamente sono state adottate misure stringenti di biosicurezza negli allevamenti e sono state potenziate le attività di controllo della popolazione di cinghiale, con il coinvolgimento della Polizia provinciale e dei cacciatori abilitati.

I risultati di questo impegno sono concreti e documentati: nel periodo 2022–2025, i danni economici da cinghiale si sono ridotti di oltre il 60%, la superficie agricola colpita è diminuita di circa l’80% e, nel solo 2025, si è registrata una riduzione di circa 500mila euro rispetto al 2022. Nonostante il lavoro svolto a livello territoriale, la situazione attuale presenta elementi di forte criticità sul Piano nazionale. Alla data odierna non risulta in carica un commissario straordinario per l’emergenza Psa e l’ordinanza commissariale che disciplinava le misure di bio-sicurezza, le restrizioni territoriali e il controllo nelle zone di restrizione I, II e III è scaduta il 12 maggio scorso senza essere rinnovata. Tale condizione determina un evidente vuoto normativo e di coordinamento, in una fase in cui, al contrario, sarebbe necessaria la massima continuità delle azioni di contrasto alla diffusione della malattia.

L’individuazione del primo caso di Psa sul nostro territorio rappresenta un passaggio delicato, ma non imprevisto. In questi anni la Provincia di Cuneo ha lavorato con determinazione, costruendo un sistema di prevenzione e contenimento solido e condiviso. Oggi chiediamo con forza che lo Stato garantisca il necessario coordinamento, attraverso la tempestiva nomina di un nuovo commissario straordinario e il ripristino di strumenti normativi efficaci. Non possiamo permettere vuoti decisionali in una fase così critica per la salute animale e per il nostro sistema produttivo. Il lavoro svolto in questi anni è stato imponente e ha visto il coinvolgimento attivo di tutte le componenti del territorio. I risultati raggiunti in termini di riduzione dei danni e di controllo della popolazione di cinghiali dimostrano la validità delle strategie adottate. Ora è fondamentale proseguire con la stessa intensità, evitando rallentamenti dovuti all’assenza di un quadro normativo aggiornato. La risposta deve essere immediata, coordinata e all’altezza della sfida».

La Provincia di Cuneo conferma il proprio impegno a proseguire con determinazione tutte le attività di controllo, prevenzione e coordinamento, nella consapevolezza che solo un’azione integrata e coerente tra livelli istituzionali diversi possa garantire un efficace contrasto alla diffusione della Psa e la tutela del comparto suinicolo.

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