Per le colline Unesco un nuovo Piano di gestione e 31 progetti a tutto tondo

La presentazione è avvenuta questo lunedì nel palazzo Banca d'Alba

Per le colline Unesco un nuovo Piano di gestione e 31 progetti a tutto tondo

di Beppe Malò

ALBA È stato presentato, lunedì 22 giugno ad Alba, il Piano di gestione dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, che sarà valido sino al 2031 per affrontare le sfide che attendono il sito e il territorio. Alla presentazione, che si è svolta presso la sala convegni del palazzo Banca d’Alba, hanno preso parte l’assessora regionale alla cultura Marina Chiarelli e le architette Silvia Patrignani e Francesca Gottardo, referenti tecniche del sito Unesco presso il Ministero della cultura.

Il Piano ha preso forma dopo due anni passati ad ascoltare il territorio, per meglio comprendere come guidare le attività di tutela e di valorizzazione, e per dare corso a uno sviluppo del sito che sia compatibile con la massima sostenibilità ambientale. Sono stati inseriti 31 progetti operativi (ne parliamo nell’articolo sotto), che saranno sviluppati o avviati entro i prossimi cinque anni.

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«Lo scopo è quello di mettere a terra attività di sviluppo in piena sintonia con le esigenze del territorio e delle comunità locali, tenendo nel massimo conto la priorità del minore impatto possibile con la qualità e le caratteristiche di un paesaggio unico al mondo, creato dalla natura ma plasmato da secoli di attività dell’uomo», precisa Giovanna Quaglia, presidente dell’Associazione dei paesaggi vitivinicoli, che gestisce il sito.

«In questo senso, il nuovo documento sarà una vera e propria agenda di lavoro, strategica e operativa, pensata e strutturata per trasformare le necessità in opportunità e le visioni in nuovi spunti creativi, concreti, realizzabili e quantificabili», spiega Quaglia. I primi passi per arrivare al Piano risalgono al 2022, grazie a tavoli di lavoro e momenti di confronto a cui hanno contribuito le Amministrazioni comunali, la Regione, numerosi enti pubblici, associazioni di categoria e consorzi di tutela, ricercatori, docenti di università e operatori culturali e turistici.

Un confronto intenso

Il confronto tra tutti ha permesso di raccogliere competenze articolate. La crisi climatica è tra le urgenze da affrontare con risposte adeguate, ma c’è anche la sostenibilità dei flussi turistici in funzione della qualità dell’accoglienza e delle potenzialità espresse dalle colline di Langhe, Roero e Monferrato. Da non dimenticare, poi, la sempre più indispensabile valorizzazione del patrimonio storico e culturale e – forse prima di ogni cosa – il coinvolgimento delle comunità.

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Il documento è coerente con i cinque obiettivi strategici indicati dall’Unesco come linee guida per la gestione dei siti Patrimonio mondiale: la credibilità, con lo scopo di consolidare la conoscenza e la consapevolezza; la conservazione, per tutelare nel modo migliore e più rigoroso il paesaggio e la sua identità; la capacity building, determinante per accrescere le competenze, le attività di formazione e le capacità gestionali; la comunicazione, così da poter potenziare la trasmissione dei valori che appartengono al sito e che ne costituiscono l’essenza; infine, il punto fondamentale: la comunità.

Non si tratta solo di identificare e raccomandare obiettivi, ma di indicare azioni concrete, «con i soggetti che dovranno realizzarle, le fonti di finanziamento a cui accedere, i tempi e gli strumenti di monitoraggio», conclude Quaglia. Oltre al nuovo Piano, è stato anche presentato il Bilancio sociale, uno strumento di rendicontazione e trasparenza che mette al centro i progetti e i risultati raggiunti, realizzato in collaborazione con l’impresa sociale Weco.

Progetti a trecentosessanta gradi

In concreto, il nuovo Piano di gestione si basa su 31 progetti, che avranno lo scopo di mettere in pratica gli obiettivi strategici individuati attraverso il percorso che ha condotto a stilare il documento. Undici sono già stati avviati e proseguiranno, mentre venti sono del tutto nuovi.

Ne citiamo alcuni. Si va dall’ampliamento della buffer zone del sito (quella più esterna) alla caratterizzazione del germoplasma viticolo del Piemonte, dal monitoraggio della biodiversità delle colline alla lotta al cambiamento climatico, potenziando anche la ricerca scientifica. Verranno digitalizzati gli archivi storici e culturali del sito e si punta a creare un museo diffuso per i paesaggi vitivinicoli, oltre alla realizzazione di un docufilm storico dedicato al territorio. La sostenibilità sarà uno dei temi centrali, con la messa a punto di buone pratiche per un turismo che sia attento alle caratteristiche dell’ambiente e delle persone che lo abitano, ma anche con la progettazione e la realizzazione di ciclovie e sentieri Unesco per una fruizione lenta e sostenibile delle colline, che spesso si ritrovano invase da auto e pullman.

Tra i luoghi su cui si concentrerà la pianificazione, è previsto un rinnovamento del Wimu, il museo del vino di Barolo (in foto) e un intervento nel Monferrato sugli strumenti e sulle modalità di fruizione degli infernot nel Monferrato; occhi puntati anche sul belvedere di La Morra. C’è poi l’intento di realizzare un docufilm e di tessere relazioni con altri siti Patrimonio dell’umanità. A proposito di cultura, verrà senz’altro potenziato il filone dell’arte contemporanea, di cui Alba sarà capitale italiana nel 2027, un riconoscimento che porterà ricadute positive su tutta l’area.

Un capitolo importante del Piano riguarda la gestione coordinata, qualificata e sostenibile del lavoro stagionale vitivinicolo, seguendo il modello già sperimentato sul territorio con Accademia della vigna e con il progetto Homefull, che si pone l’obiettivo di includere i lavoratori stranieri.

A livello di monitoraggio, verranno organizzati tavoli di confronto periodici con i portatori di interesse, così da seguire man mano i lavori. Verrà anche proseguito, infine, il percorso verso la certificazione Gstc, riconoscimento internazionale per il turismo sostenibile.  b.m.

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