Per l’incidente costato la vita a Matilde Baldi, Vacchina ha scelto il rito abbreviato

La ventitreenne di Montegrosso d’Asti sarebbe stata vittima di una gara a folle velocità tra le Porsche guidate dai due piccoli imprenditori diretti a una cena ad Alba

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Manuela Zoccola

ASTI Ha scelto di accedere al rito abbreviato Franco Vacchina, 64 anni, astigiano, accusato di omicidio stradale per l’incidente che è costato la vita a Matilde Baldi sull’autostrada Asti-Cuneo (A33), la sera dell’11 dicembre.

Contro Vacchina i parenti stretti e il fidanzato della vittima si sono costituiti parte civile (rispettivamente con gli avvocati Pierpaolo Berardi e Alberto Bazzano). Questo è avvenuto nel corso della prima udienza preliminare nell’ambito del procedimento presso il Tribunale di Asti, che ha visto Vacchina in aula con il proprio legale Ferruccio Rattazzi.

Non era presente all’udienza, invece, a causa di un difetto di notifica, Davide Bertello, 47 anni di età, torinese, che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe contribuito al verificarsi dell’incidente e al quale viene contestata l’omissione di soccorso.

Sulla base delle indagini, la ventitreenne di Montegrosso d’Asti, che viaggiava come passeggera su una Fiat 500 condotta dalla mamma Elvia (rimasta ferita), sarebbe stata vittima, infatti, di una gara a folle velocità (oltre 200 chilometri orari, stando ai rilevatori automatici dell’autostrada) tra le Porsche guidate dai due piccoli imprenditori, diretti a una cena ad Alba.

Per via del difetto di notifica, il giudice dell’udienza preliminare (Gup) Matteo Bertelli Motta ha deciso di separare la posizione dei due imprenditori, rinviando i rispettivi tronconi al 13 luglio, nell’intento di riunirli poi all’interno di un unico procedimento.  

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