A piedi da sola dalla Langa al mare: l’avventura della giovane Michela Adriano

Sono 80 km tra sentieri e boschi incontaminati e ricchi di fascino

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di Serena Corradi

LA STORIA – Alcuni di noi preferiscono andare al mare in auto, affrontando la bolgia del fine settimana e l’introvabile parcheggio. C’è chi il mare lo raggiunge un passo dopo l’altro. È la scelta di Michela Adriano, giovane imprenditrice dell’azienda vitivinicola di famiglia a San Rocco Seno d’Elvio: «Sin da piccola, mi affascinava questo tipo di esperienza», racconta.

Nasce così l’idea di un primo cammino in solitaria, 80 chilometri dall’alta Langa a Savona compiuti durante le festività pasquali, raccontati di recente in video sui social. Un percorso di più giorni attraverso boschi, crinali e piccoli paesi, seguendo i sentieri curati dal Cai e l’Altravia (che va da Torino a Savona, ndr).

Il percorso

Michela ha organizzato tutto da sola, scegliendo di pernottare in strutture ricettive anziché in tenda. Negli anni, insieme ad amici e cugini, ha affrontato percorsi come il Cammino del Salento e il celebre Fisherman’s trail in Portogallo. Una passione che l’ha vista attiva in zona nell’organizzazione della “Camminata vengo anch’io”, diventata oggi “Cammina con Vittorio”, in memoria del padre.

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Nonostante gli imprevisti inevitabili, il viaggio verso il mare si è trasformato prima di tutto in un’occasione di scoperta del territorio e dei suoi abitanti: «In valle Bormida, a Montenotte superiore, la struttura consigliata dal Cai era piena, così ho trovato un agriturismo a Ferrania, una frazione di Cairo. Il proprietario, Filippo, è stato fondamentale perché è un profondo conoscitore dei boschi e mi ha dato consigli preziosi».

Zone da valorizzare

Prosegue Michela: «Ho scoperto una natura pazzesca. Peccato che siano zone non frequentate». Così sono stati pochi gli incontri sui sentieri: «Ho visto alcune persone verso il rifugio Miera. Era Pasquetta. Per il resto, non c’era nessuno». Gps alla mano e posizione condivisa on-line con i familiari, la giovane si è lasciata trasportare dal silenzio e dai «paesaggi da film». Un cammino, però, è fatto anche di consapevolezza: «Ci sono molti saliscendi, guadi e lunghi tratti nel bosco. Bisogna essere preparati ad affrontare tra 20 e 25 chilometri al giorno».

L’emozione più grande è stata la vista della torre del porto di Savona: «Ho continuato a camminare fino alla spiaggia e ho immerso subito le gambe in mare, ho bevuto una birra. Poi ho preso il treno e sono tornata a casa». Un’esperienza che è diventata un omaggio ai nonni, entrambi originari dell’alta Langa e scomparsi nello stesso periodo.

«Ho trent’anni e ho avuto l’enorme fortuna di trascorrere molto tempo con loro», prosegue Michela. «Erano nati negli anni ’30, hanno vissuto la guerra e la Malora. Hanno costruito un’azienda da soli, lavorando tantissimo». Un insegnamento prezioso: «Grazie a loro, ho capito che la fatica non mi spaventa. Camminare in salita è faticoso, ma può essere necessario per raggiungere i propri obiettivi».

Tra i prossimi progetti ci sono già nuovi itinerari, come il Cammino minerario di Santa Barbara, in Sardegna, e il Cammino d’Oropa, fino al sogno di percorrere un giorno quello di Santiago.

 

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