Comprare l’auto a rate: le insidie del finanziamento spiegate dall’avvocato Alberto Rizzo

Una serie di sentenze ha confermato che le spese devono essere inserite nel calcolo Teg

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Di Elisa Rossanino

IL CASOAcquistare un’automobile ricorrendo al finanziamento rateale è una pratica sempre più diffusa, tuttavia non senza insidie. A far luce sul fenomeno è l’avvocato braidese Alberto Rizzo, specializzato in diritto bancario e postale: «Negli ultimi anni, la giurisprudenza italiana ha compiuto passi decisivi nella tutela degli acquirenti. Una serie di sentenze, rispettivamente dei Tribunali di Torino e della Corte d’appello di Torino, ha consolidato il principio secondo cui tutte le spese collegate all’operazione di credito (incluse le polizze assicurative, anche se formalmente presentate come facoltative) devono essere necessariamente incluse nel calcolo del Tasso effettivo globale (Teg), ai fini della verifica dell’usura».

Avvocato Alberto Rizzo

Una materia complessa che tocca e riguarda da vicino molti acquirenti. «Un discorso che vale anche per una semplice utilitaria. Per un’auto che costa circa 15mila euro alla fine del periodo di ammortamento (circa 8-10 anni), la somma da pagare triplica», spiega Rizzo. «Da questo punto di vista, anche da parte nostra c’è molta preoccupazione per un fenomeno che ormai dura da un po’ di tempo, perciò sono importanti le sentenze torinesi».

Per comprendere meglio la questione è bene tenere a mente alcuni elementi: «Prima di tutto, all’acquisto il finanziamento viene proposto come unico metodo di pagamento e poi, non viene mai consegnato al consumatore il piano di ammortamento (il prospetto dove vengono dettagliate le singole rate). Dalle sentenze è emerso che nei primi quattro o cinque anni i consumatori pagano solo interessi. In tale modo le rate restano quelle previste dalla concessionaria, ma al termine dei tre anni, quando alla quota di interessi si somma quella capitaria, le rate diventano insostenibili».

Tra le cause: la mancanza di educazione finanziaria del consumatore che non ha gli strumenti per comprendere a pieno cosa sta sottoscrivendo al momento dell’acquisto e, dall’altra parte, l’approfittarsi da parte della concessionaria e della finanziaria che appoggia il finanziamento, entrambe responsabili.

«In genere il consumatore prende consapevolezza al quarto, massimo quinto anno, quando le rate vengono più che raddoppiate e si trova in difficoltà a sostenerle, ma senza capire il perché dell’aumento. Il piano di ammortamento, avrebbe permesso all’acquirente di essere a conoscenza dell’andamento dei pagamenti evitando spiacevoli sorprese», aggiunge Rizzo.

«Un consiglio? Invito a chi ha stipulato finanziamenti rateali (specie se accompagnati da polizze assicurative contestuali e finanziate) a far verificare la documentazione da un legale esperto ed eventualmente a promuovere azioni giudiziarie di azioni di rimborso delle somme indebitamente pagate».

La giurisprudenza favorevole e la normativa di riferimento, come spiegato dall’avvocato Rizzo, costituiscono una solida base per iniziative individuali o collettive a tutela dei consumatori. 

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