Serena Brancale all’Anima Festival: jazz, Mediterraneo e ritmo travolgente, Cervere balla fino all’ultimo bis

Serena Brancale all'Anima Festival: jazz, Mediterraneo e ritmo travolgente, Cervere balla fino all'ultimo bis

di Pierangelo Vacchetto

CERVERE – Dopo l’eleganza di Emma e l’energia di Madame, l’Anima Festival ha cambiato ancora una volta pelle. Sul palco dell’anfiteatro immerso nella campagna cuneese è arrivata Serena Brancale, protagonista di una serata che ha unito jazz, soul, sonorità mediterranee, ritmi latini e tanta voglia di festa, trasformando il concerto in un coinvolgente dialogo con il pubblico. Ad aprire la serata sono stati, come di consueto, Natascia e Ivan Chiarlo, ideatori della manifestazione, che hanno ricordato il programma della rassegna, già inaugurata da Emma e Madame e destinata a proseguire con Luca Carboni, Sal Da Vinci, Riccardo Cocciante fino all’appuntamento conclusivo con Alberto Angela.

La prima sorpresa della serata è stata la giovane Sara Naldi, accolta con grande calore. La cantante ha mostrato una voce già matura interpretando un classico di Mina e proponendo anche un suo brano originale, convincendo il pubblico per intensità e personalità. A scaldare definitivamente l’atmosfera ci ha poi pensato Klem, accompagnato da due ballerini, con una performance ad alto tasso di energia che ha preparato il terreno all’arrivo dell’artista più attesa. L’ingresso di Serena Brancale è stato accolto da un lungo applauso. L’artista barese ha scelto di iniziare con “Al mio paese”, quasi una dichiarazione d’amore alle proprie radici, tema che attraversa gran parte della sua musica. Da subito è emersa quella cifra stilistica che la rende una delle interpreti più originali del panorama italiano: la capacità di fondere jazz, pop, groove, musica brasiliana e tradizione del Sud Italia in un linguaggio personale e riconoscibile.

Il concerto ha preso rapidamente ritmo con “Gitana”, “Besame Mucho”, una delicata “Serenata” e “Andamento Lento”, eseguite con grande naturalezza insieme a una band affiatatissima. Brancale ha alternato momenti di raffinatezza musicale a continue interazioni con il pubblico, scherzando, raccontando episodi e creando un clima di grande complicità. Particolarmente apprezzata la versione in chiave bossanova di “Anema e core”, completamente reinventata, dimostrazione di quanto Serena ami giocare con i grandi classici senza tradirne l’anima. “Ma se io vi cantassi un brano che conoscete… però cambiamo forma?”, aveva anticipato sorridendo prima di sorprendere tutti con l’arrangiamento. La prima vera esplosione della serata è arrivata con “Baccalà”. L’irresistibile groove del brano ha fatto alzare in piedi praticamente tutto l’anfiteatro: il pubblico ha iniziato a ballare, battere le mani e cantare, trasformando l’Anima Festival in una grande festa collettiva. Tra un brano e l’altro Serena ha anche presentato i musicisti che la accompagnano in questo tour, spiegando come il progetto sia cresciuto fino a diventare una vera famiglia.

“Quest’anno siamo quasi diciotto sul palco”, ha raccontato con orgoglio, introducendo il violinista Daniele Raimondi, la chitarrista e cantautrice napoletana Alessandra Tumolillo a cui ha lasciato lo spazio per esibirsi in una sua canzone, le coriste e gli altri componenti della formazione, sottolineando quanto le piaccia vedere tante donne musiciste condividere il palco “guardandosi negli occhi mentre suonano”. Curioso anche il momento dedicato al percussionista, protagonista di una dimostrazione di finger drumming. “Vedete una batteria sul palco? No, perché lui suona tutto con le mani”, ha spiegato Brancale, invitandolo a cimentarsi nei ritmi più diversi, dalla techno al reggaeton fino al merengue, raccogliendo gli applausi divertiti del pubblico. Uno dei momenti più intensi è arrivato con “Hasta Siempre”, preceduta da un messaggio che è andato oltre la musica. “Scegliamo la pace, scegliamo l’amore. Ma quando difendersi è necessario, la resistenza diventa respiro, sopravvivenza”, ha detto Serena, ricevendo un lungo applauso prima di affrontare il celebre brano con grande intensità.

Spazio anche all’inedito “Alessandra”, prima del cambio d’abito: il nero ha lasciato spazio al bianco per una seconda parte del concerto ancora più elegante. Seduta al pianoforte, Serena ha eseguito in una dimensione quasi raccolta la prima parte di “Qui con me”, per poi far entrare progressivamente tutta la band nella seconda parte del brano, costruendo uno dei passaggi musicalmente più raffinati dell’intera serata. Il finale è stato un crescendo continuo. “Maria”, “Partenope” e “Stu Cafè” hanno riportato tutti sotto il palco tra balli e cori. Il pubblico non aveva alcuna intenzione di lasciare andare l’artista e così sono arrivati i bis: prima “Anema e core” nella sua versione originale, accolta come un inno, quindi il ritorno alle radici con “Al mio paese”, chiudendo il concerto come era iniziato.

Prima dei saluti Serena ha lasciato anche un augurio ironico al pubblico per l’estate: “Vi auguriamo di allontanare le energie negative e soprattutto le persone tossiche”, ha scherzato, strappando l’ennesima risata. Con la sua voce potente, la straordinaria versatilità musicale e una presenza scenica capace di alternare eleganza e spontaneità, Serena Brancale ha firmato uno dei concerti più completi dell’edizione 2026 dell’Anima Festival. Una serata in cui il jazz ha incontrato il Mediterraneo, il pop ha dialogato con la world music e, soprattutto, la musica è riuscita ancora una volta a trasformarsi in una festa condivisa sotto le stelle di Cervere.

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