di Francesca Pinaffo
IL CASO – Si sta trasformando in altro, ben al di là del caso di cronaca, il caso del gioielliere di Grinzane Mario Roggero: in uno scontro politico sul concetto di legittima difesa e in una vicenda da commentare persino oltreoceano, con toni non proprio adeguati nei confronti dell’impianto giuridico di uno Stato di diritto come quello italiano.
Sulla piattaforma X, in risposta a un utente che criticava la conferma in Cassazione dei 14 anni e 9 mesi per il gioielliere di Grinzane, ha risposto il patron di Tesla Elon Musk (sostenitore di Trump), che ha commentato: «Si tratta di una follia! Il giudice e il pubblico ministero in questo caso sono coloro che meritano questa condanna».

Il sequestro conservativo: denaro proveniente dal comitato di sostenitori
Nel frattempo, con un comunicato la Procura generale di Torino ha annunciato ufficialmente di aver proceduto al sequestro conservativo di 50.000 euro, a garanzia delle spese di giustizia, su un conto corrente estero intestato a Mario Roggero e alla moglie, Mariangela Sandrone.
«La Corte d’Assise di Asti, con sentenza confermata sul punto in appello, ha condannato, come sempre avviene in casi simili, Roggero Mario al pagamento di una provvisionale pari a complessivi 480.000 euro a favore di 14 prossimi congiunti dei due rapinatori persone offese del delitto di omicidio nonché del terzo rapinatore, persona offesa di tentato omicidio, demandando a separato giudizio civile la quantificazione definitiva dei danni. Inoltre la Procura generale ha proceduto a richiedere (e ha ottenuto) il sequestro conservativo a garanzia delle spese di giustizia, della somma di 50.000 euro, oggetto di un bonifico disposto sul conto corrente del Comitato “#iostoconmarioroggero” verso un conto corrente estero tunisino, intestato a Roggero Mario e alla di lui coniuge, Sandrone Mariangela, in epoca precedente alla celebrazione del giudizio in appello», si legge nel comunicato.
Le visite di Salvini e la proposta di legge
Nel frattempo, da alcuni giorni Roggero è nel carcere di Bollate per scontare la sua pena. Per la seconda volta, a recarsi nel penitenziario per incontrarlo è stato il leader della Lega, Matteo Salvini. Se la drammatica vicenda e la battaglia contro la legittima difesa nei giorni scontri parevano essere un possibile punto di contatto programmatico tra le forze di centrodestra, una mossa del leghista sembra stia creando una profonda frattura.

Salvini ha annunciato il deposito di un provvedimento, a firma del parlamentare Claudio Borghi, che mira a modificare l’attuale articolo 52 del codice penale aggiungendo un comma. La proposta di legge prevede la non punibilità di qualsiasi reazione immediata a un’aggressione a mano armata in casa o nel proprio negozio, a prescindere dai requisiti oggi previsti per la legittima difesa: la proporzionalità della risposta, l’attualità del pericolo e la natura difensiva della condotta. Insomma, una sorta di liberi tutti che non trova l’accordo non solo dell’opposizione, ma anche di una parte del centrodestra, come di Forza Italia, che ha già sollevato parecchi dubbi.
«È evidente che una condanna a 14 anni e 9 mesi abbia colpito profondamente l’opinione pubblica. Una pena del genere, per un uomo di 72 anni, significherebbe di fatto trascorrere il resto della propria vita in carcere. Noi faremo di tutto perché non sia così», ha detto Salvini all’Ansa, annunciando la proposta di legge.
Critiche dall’opposizione (e non solo)
Sono molte le reazioni. Giuseppe Conte del M5s accusa la destra di «sciacallaggio sul caso del gioielliere, dove non c’entra nulla la legittima difesa», come ha detto a Palermo in occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio. «Le sentenze definitive si rispettano. Alimentare l’idea che la giustizia possa essere piegata alle convenienze del momento significa spingere il Paese verso il Far West e la giustizia fai da te», ha detto Bonelli di Avs. Gelo invece da Forza Italia, come ha detto il vicepremier Tajani al Corriere della sera, sottolineando che non c’è da parte del partito – a differenza di quanto sostiene la Lega – alcuna intenzione di cambiare la normativa vigente. Enrico Costa, capogruppo di Fi alla Camera, monregalese, ha precisato che «un legislatore scrupoloso non dovrebbe assumere decisioni sull’onda emotiva di fatti di cronaca».
