Assolto dall’accusa di terrorismo, ma era già stato espulso

La Corte d'Appello assolve un albanese residente nel Cuneese: la difesa valuta il risarcimento per ingiusta detenzione

Assolto dall'accusa di terrorismo, ma era già stato espulso

CRONACA – Si chiude con un’assoluzione in appello una vicenda giudiziaria che aveva portato all’arresto di un cittadino albanese residente all’epoca a Montà, nel Cuneese, accusato di aver fiancheggiato il terrorismo islamista. Nonostante l’esito favorevole del processo di secondo grado, l’uomo e la sua famiglia erano già stati espulsi dall’Italia in seguito alla condanna di primo grado.

Protagonista della vicenda è Yljan Muca, arrestato nel 2022 nell’ambito dell’operazione “Soldato invisibile”, coordinata dalla Digos di Bari. L’uomo, trasferitosi dal Barese in Piemonte e impiegato in un’azienda agricola, era stato arrestato insieme ad altri tre connazionali.

L’indagine ruotava attorno a una raccolta fondi organizzata nella comunità islamica di Bari, ritenuta dagli investigatori collegata alle attività dell’imam Genci Balla, arrestato in Albania e successivamente condannato a 17 anni di carcere per aver guidato una cellula di reclutamento dell’Isis nell’area balcanica.

I quattro imputati erano accusati di finanziamento di condotte con finalità di terrorismo in concorso e di istigazione a delinquere aggravata. Nel 2024, con rito abbreviato, Yljan Muca era stato condannato in primo grado a tre anni e quattro mesi di reclusione.

La Corte d’Appello di Bari ha ora ribaltato quella decisione, pronunciando l’assoluzione sia per Yljan Muca sia per il coimputato Roland Leshi.

L’avvocato Roberto Ponzio, difensore dell’uomo, è in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza per valutare un’eventuale richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione. La difesa potrebbe inoltre chiedere la revoca del provvedimento con cui, nel luglio dello scorso anno, il questore di Cuneo aveva disposto il ritiro del permesso di soggiorno e l’espulsione dell’intero nucleo familiare.

Redazione

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