MILANO – Un lungo e commosso applauso ha accompagnato l’ingresso del feretro di don Antonio Mazzi nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, dove oggi si sono svolti i funerali del fondatore della comunità Exodus, scomparso il 31 luglio all’età di 96 anni.
La basilica, il luogo che – come ha ricordato il rettore – don Antonio Mazzi considerava una seconda casa, era gremita di amici, collaboratori, volontari ed ex ospiti della comunità, accorsi per rendere omaggio a un sacerdote che ha dedicato la propria vita al recupero delle persone più fragili e alla lotta contro le dipendenze.
A concelebrare le esequie, insieme ad altri sacerdoti, anche don Luigi Ciotti e don Antonio Rizzolo. Numerose le autorità presenti, tra cui il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il prefetto Claudio Sgaraglia, il presidente di Rcs MediaGroup Urbano Cairo, il presidente dell’Inter Beppe Marotta e Lele Mora.
Prima della cerimonia, Urbano Cairo ha ricordato il sacerdote sottolineando il suo legame con gli ultimi e con chi viveva situazioni di difficoltà: «Era una persona straordinaria. Era convinto di poter aiutare gli altri e ci provava sempre».
Commosso anche il ricordo di don Luigi Ciotti, che ha definito quella di don Antonio Mazzi una testimonianza non solo cristiana, ma anche civile. «Tre parole sono fondamentali nel Vangelo: speranza, giustizia e accoglienza. Lui le ha incarnate attraverso Exodus», ha affermato, ricordando la lunga amicizia che li ha uniti e ribadendo come il problema delle dipendenze sia oggi ancora più grave. «Abbiamo imparato che Dio va cercato nelle strade, accanto alle persone che lottano per sopravvivere», ha aggiunto.
Il sindaco Giuseppe Sala ha annunciato il proprio sostegno alla proposta di inserire don Antonio Mazzi nel Famedio di Milano, il Pantheon civico della città. «È stato un vero educatore. Amava profondamente i suoi ragazzi e trovava sempre il modo giusto per aiutarli. Il modo migliore per ricordarlo sarà garantire continuità alla missione di Exodus, che in quarant’anni è diventata una realtà fondamentale».
Tra i presenti anche Beppe Marotta, che ha ricordato il fondatore di Exodus come «una persona che ha saputo interpretare il vero valore cristiano del perdono, accompagnando chi era caduto verso una nuova possibilità». Particolarmente toccante anche il ricordo di Lele Mora, che lo ha definito «un secondo papà».
Con la celebrazione di oggi si è concluso l’ultimo saluto a don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore e punto di riferimento per migliaia di giovani e famiglie, la cui opera continuerà attraverso la comunità Exodus.
Redazione

Il Ciao
Il ciao è leggero
come un bacio.
Il ciao è dolce
come un cioccolatino.
Il ciao è fraterno
come un abbraccio.
Il ciao è travolgente
come un sorriso.
Il ciao:
è tutto
è niente
è italiano
è universale
è familiare
è maschile
è femminile
è singolare
è plurale
è laico
è religioso.
Il ciao lo voglio scritto sulla mia tomba
perché dice, con quattro lettere,
chi sono, cosa ho fatto e cosa farò.
Signore, ciao!
don Antonio Mazzi
