Incendi in Piemonte, venti denunce dal primo giugno

Roghi quasi quadruplicati rispetto al 2025. Diciotto sono stati causati dai fulmini

Incendi in Piemonte, venti denunce dal primo giugno

AMBIENTE – Sono venti le denunce per incendio boschivo effettuate dal 1° giugno in Piemonte dai Carabinieri Forestali, al termine delle indagini sui roghi che hanno interessato il territorio regionale. Il dato è stato diffuso dal Comando dell’Arma, che non specifica se le denunce riguardino episodi di natura dolosa o colposa.

Oltre alle denunce, sono state contestate 32 sanzioni amministrative per accensioni vietate, per un importo complessivo di 91.450 euro.

Dal 1° giugno i Carabinieri Forestali hanno svolto accertamenti su 129 incendi boschivi, un dato in netto aumento rispetto ai 35 registrati nello stesso periodo del 2025. Di questi, 18 sono stati provocati dalla caduta di fulmini, compresi i quattro incendi di maggiore estensione.

«A causa delle condizioni meteoclimatiche eccezionalmente avverse di questa stagione estiva, caratterizzata da temperature elevate e siccità prolungata, si registra sin dall’inizio di giugno un incremento progressivo e costante dei roghi sull’intero territorio piemontese», osservano dal Comando regionale dei Carabinieri Forestali. «È opportuno evidenziare come, fino a tempi recenti, gli incendi estivi nell’area alpina costituissero un fenomeno raro o quasi inesistente; tuttavia, i mutamenti climatici dell’ultimo quindicennio stanno determinando un aumento significativo di tali eventi anche nei mesi caldi».

Le particolari condizioni ambientali hanno favorito anche gli incendi causati dai fulmini, fenomeno tipico dei periodi più caldi e siccitosi, quando l’arrivo di fronti temporaleschi innesca scariche elettriche al suolo, soprattutto nelle aree montane. Dal 1° giugno se ne contano 18, contro i soli 2 registrati nell’intera estate 2025.

Tra gli episodi più rilevanti figurano gli incendi di Premosello Chiovenda, nel Verbano-Cusio-Ossola, del 1° luglio, di Valprato Soana, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, del 22 luglio, del Monte Barone, nel Biellese, del 3 agosto, e di Mornese, in provincia di Alessandria, del 5 agosto, tutti attribuiti all’azione dei fulmini.

Al termine della stagione i Carabinieri Forestali procederanno alla perimetrazione delle aree percorse dal fuoco, consentendo ai Comuni di aggiornare il catasto degli incendi boschivi. La normativa prevede infatti il divieto di cambio di destinazione d’uso dei terreni interessati dagli incendi per 15 anni, il divieto di edificazione, pascolo e caccia per 10 annie il divieto di rimboschimento per 5 anni.

Redazione

Banner Gazzetta d'Alba