ALBA – Ci sono gesti che nascono durante una serata di festa e continuano molto oltre. È il caso dei 2.500 euro raccolti dal Rotary club di Alba e destinati a Ho cura, organizzazione di volontariato che porta la propria presenza là dove ascolto e vicinanza diventano parte essenziale della cura. Il contributo è frutto della generosità e della disponibilità dimostrate da Franco Allario e Marina Piazzo insieme al Rotary in occasione della consueta festa benefica del Club alle Cantine Piazzo di San Rocco Seno d’Elvio.
Dietro quella cifra c’è infatti un’attività che Ho cura porta avanti quotidianamente nella diffusione delle cure palliative e attraverso i volontari presenti all’hospice di Bra e al Cavs di Canale. Un impegno fatto di vicinanza, ascolto e dignità nel delicato percorso di accompagnamento al fine vita dei malati terminali di cancro e delle loro famiglie.
È proprio questa dimensione umana a essere sottolineata dalla presidente Luciana Saglietti: «Accompagnare un malato terminale e la sua famiglia nel tratto finale della vita richiede una buona formazione e una profonda carica di umanità, ascolto ed empatia».

Per questo i 2.500 euro non rappresentano soltanto un sostegno economico, ma anche la possibilità di dare maggiore forza al lavoro dei volontari. «La preziosa donazione ricevuta rappresenta per noi un attestato di stima e di fiducia che ci dà grande forza nel continuare la nostra mission: come sempre investiremo il denaro ricevuto potenziando le attività di supporto all’hospice e la formazione dei nostri volontari, garantendo una presenza qualificata accanto a chi affronta il momento più fragile dell’esistenza», prosegue Saglietti.
Una catena di solidarietà che parte dunque dalla serata albese e arriva fino alle persone accompagnate dall’associazione. Ho cura ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare anche alla presidente uscente del Rotary Piera Arata e a tutti i soci «per aver promosso questa importante raccolta fondi, riconfermando la costante attenzione e la sensibilità del club verso la comunità e soprattutto verso il sollievo della sofferenza».
r.r.
