di Lino Ferrero
CUNEO – Cinquant’anni di Aido nella “Granda” non sono soltanto una ricorrenza da celebrare, ma una storia fatta di persone, volontariato e soprattutto di un messaggio che continua a parlare al futuro: donare significa lasciare qualcosa di sé agli altri.
Per raccontare questo importante traguardo, la Sezione Provinciale Aido di Cuneo propone una mostra dedicata al rapporto tra l’associazione e il disegnatore Danilo Paparelli, capace negli anni di trasformare il tema della donazione in immagini, vignette e messaggi immediati, utilizzando l’ironia come strumento per sensibilizzare e far riflettere.
L’esposizione, dal titolo “Doniamo anche sorrisi da ben 50 anni”, sarà inaugurata negli spazi della Sala Viano del Palazzo dell’Amministrazione Provinciale di Cuneo, in corso Dante 41, e sarà visitabile da sabato 19 a mercoledì 30 settembre, tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.30.
Cinquant’anni di Aido sul territorio
La mostra sarà anche l’occasione per ripercorrere la presenza e l’attività dell’Aido sul territorio cuneese. Una realtà che, attraverso la Sezione Provinciale e gli undici Gruppi Intercomunali, ha costruito negli anni una rete capillare di sensibilizzazione sul valore della donazione. Non sarà però una semplice esposizione celebrativa. L’obiettivo è infatti quello di raccontare l’associazione, la sua storia e i suoi principali ambiti di intervento, avvicinando il pubblico al tema della donazione con un linguaggio accessibile e coinvolgente.
In questo percorso trova spazio il lavoro di Danilo Paparelli, nome noto nel mondo dell’umorismo disegnato e collaboratore di importanti testate, che da anni mette la propria creatività al servizio dei messaggi Aido. Le sue vignette riescono a affrontare un tema delicato come quello della donazione con immediatezza e leggerezza, senza però perderne il significato più profondo. Un modo originale per arrivare a un pubblico ampio e trasformare una campagna di sensibilizzazione in qualcosa capace di lasciare un sorriso, ma anche una riflessione.
Uno degli aspetti più curiosi dell’iniziativa sarà la sua dimensione interattiva. I visitatori non saranno soltanto spettatori, ma potranno diventare parte dell’esposizione. Sarà infatti possibile colorare alcune delle tavole di Paparelli, lasciando spazio alla propria creatività, e cimentarsi nella composizione di un grande puzzle collocato al centro della sala. Un modo semplice e divertente per coinvolgere anche i più giovani e rendere il messaggio della donazione ancora più diretto.
L’esposizione, inoltre, non resterà confinata a Cuneo: l’intenzione di AIDO è quella di trasformarla in una mostra itinerante, portandola successivamente in altre città della provincia e, in prospettiva, anche sul territorio regionale e nazionale. La scelta di inaugurare questo percorso proprio all’interno del Palazzo della Provincia non è casuale. Tra AIDO e l’Amministrazione provinciale è infatti attivo un protocollo d’intesa che ha rafforzato la collaborazione e il dialogo con gli enti comunali della Granda.
Una sinergia che ha trovato nel presidente della Provincia Luca Robaldo un interlocutore importante e che testimonia il valore di una rete capace di mettere insieme istituzioni, associazioni e volontariato. A sostenere il progetto è anche la Fondazione CRC, che ha riconosciuto l’interesse sociale dell’iniziativa, contribuendo alla sua realizzazione. Al sostegno della Fondazione si affianca quello del Centro Servizi per il Volontariato Società Solidale, da sempre vicino alle attività della Sezione Provinciale AIDO di Cuneo.
Per il presidente della realtà di coordinamento associativo cuneese, Enrico Giraudo, si tratta di un sostegno importante, per il quale esprime gratitudine e riconoscenza.
Un messaggio che continua a seminare speranza
Cinquant’anni dopo la nascita della realtà cuneese, AIDO sceglie dunque di celebrare il proprio anniversario non guardando soltanto al passato, ma provando a parlare ancora una volta al presente e soprattutto al futuro. Attraverso i disegni, i colori, il gioco e la storia dell’associazione, la mostra vuole ricordare che dietro la parola “donazione” ci sono soprattutto persone e vite che possono continuare. E forse è proprio qui che l’arte di Paparelli incontra nel modo più efficace la missione di AIDO: trasformare un messaggio importante in un’immagine capace di arrivare a tutti, con un sorriso e con la speranza di un gesto che può davvero fare la differenza.
