La vespa velutina è arrivata anche in Langa e nel Roero. Il predatore e la siccità mettono a rischio le api

Il settore è in affanno, la Regione Piemonte ha aperto un bando a sostegno degli apicoltori

La vespa velutina è arrivata anche in Langa e nel Roero. Il predatore e la siccità mettono a rischio le api

di Marta Andolfi

IL CASOIn provincia di Alessandria, a fine luglio, un gruppo di tecnici di Aspromiele (associazione che tutela gli apicoltori) ha catturato un esemplare di vespa velutina. L’hanno “taggata” e poi liberata e attraverso la speciale strumentazione della telemetria, sono riusciti a seguirla nel bosco e a trovare il nido rinvenendo al suo interno migliaia di esemplari di questo calabrone asiatico che caccia e stermina intere colonie di api. Il nido è stato neutralizzato prima che potesse espandersi ulteriormente.

Predatori anche in Langa e nel Roero

Anche nelle Langhe e nel Roero questi predatori, arrivati in Italia nel 2013 in seguito ai cambiamenti climatici, proliferano. È solo una delle tante sfide che oggi gli apicoltori devono affrontare insieme al surriscaldamento, alle malattie degli alveari e alle difficoltà economiche di un settore fondamentale non solo per la produzione di miele, ma anche per la tutela della biodiversità e dell’agricoltura del territorio.

All’inizio di luglio, questi temi sono stati al centro della 35ª Fiera regionale del miele di Montezemolo, dove il convegno “Quale futuro per l’apicoltura piemontese: sfide locali e scenari europei” è stato l’occasione per fare il punto sulle prospettive del comparto.

Il futuro dell’apicoltura è a rischio

«Le api rappresentano un presidio indispensabile per l’equilibrio degli ecosistemi, la tutela della biodiversità e la sicurezza alimentare. Proteggerle significa investire nel futuro dell’agricoltura e dell’ambiente», ha dichiarato Corrado Bertello, segretario zonale di Cia (Confederazione italiana agricoltori) di Fossano. «Come Cia Cuneo condividiamo pienamente il manifesto per il futuro dell’apicoltura promosso da Piemonte miele, che individua con chiarezza le priorità sulle quali costruire il domani del comparto. Dalla tutela delle api e della biodiversità alla creazione di ambienti favorevoli agli impollinatori, fino alla promozione del consumo consapevole del miele locale e alla collaborazione tra agricoltori, apicoltori, istituzioni, scuole e cittadini: sono obiettivi strategici che intendiamo sostenere».

Le difficoltà del settore non riguardano soltanto gli effetti del clima. A livello europeo continua il confronto sulle politiche ambientali e sull’utilizzo dei pesticidi. Secondo Aspromiele Piemonte, le richieste di una maggiore deregolamentazione rischiano di indebolire le misure di tutela degli impollinatori: più veleno nei campi significa maggiore pericolo per le api.

Il bando della Regione

Per sostenere concretamente le aziende, negli scorsi giorni la Regione Piemonte ha aperto un nuovo bando destinato agli apicoltori. Le domande potranno essere presentate fino al 25 settembre e i finanziamenti saranno indirizzati a interventi capaci di migliorare la salute degli alveari, prevenire i danni causati dalle avversità climatiche e ammodernare le attrezzature aziendali.

«Si tratta di un’opportunità importante per le aziende apistiche perché mette a disposizione risorse destinate non soltanto a migliorare la produttività e le condizioni di lavoro, ma anche ad aumentare la resilienza degli allevamenti di api di fronte alle nuove sfide poste dai cambiamenti climatici e dalle patologie che colpiscono gli alveari», spiega Pietro Busso, responsabile provinciale del settore finanza agevolata di Cia Cuneo.

Il bando regionale prevede contributi fino al 60% della spesa ammissibile per la maggior parte degli interventi destinati alla lotta contro malattie e parassiti, all’introduzione di sistemi di monitoraggio e tecnologie innovative e all’acquisto di attrezzature per la gestione degli apiari, la lavorazione e la conservazione del miele. Saranno inoltre premiate, attraverso specifici criteri di priorità, le aziende di montagna, i giovani apicoltori, le imprese biologiche e quelle che svolgono l’attività apistica in modo prevalente.

Si tratta di novità importanti soprattutto se si considera che il Piemonte è la prima regione italiana per consistenza del patrimonio apistico. Secondo gli ultimi dati del Censimento apistico nazionale, si contano 7.171 apicoltori, 191.887 alveari e 26.468 apiari. La provincia di Cuneo rappresenta uno dei principali poli del settore: qui si concentra il 26,5% degli apicoltori piemontesi e il 28,2% degli apiari regionali, confermando il ruolo strategico del territorio nella produzione di miele e nella tutela della biodiversità.

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