BRA – Ci sono date che custodiscono un significato speciale per una comunità e che, pur per una pura coincidenza temporale, riportano alla mente eventi fondamentali nella storia del tempio dedicato alla Madonna dei fiori. È il caso di giovedì 3 settembre: era il 1978 quando, alle 10, il cardinale Anastasio Ballestrero, allora arcivescovo di Torino, presiedeva la solenne Messa di consacrazione e dedicazione dell’altare, arrivata a ben 45 anni di distanza dalla posa della prima pietra.
Proprio in questa giornata intrisa di ricordi per la storia del santuario, quest’anno si sovrappone una lieta novità: il tradizionale banco di beneficenza anticiperà l’avvio proprio a giovedì 3 settembre, alle ore 17.
Un appuntamento attesissimo e ricco di premi, che affonda le sue radici tra il 1989 e il 1990 sotto la guida dell’allora rettore don Cesare Fava. Da allora, decine di famiglie si sono alternate con passione e dedizione per mantenerlo vivo. Quando si parla di una storia così lunga, il rischio di dimenticare qualcuno è sempre dietro l’angolo, perché l’aiuto è arrivato da tantissime mani: c’è chi ha lavorato dietro il bancone, chi ha faticato per allestire il palco, chi ha offerto i premi e chi ha garantito supporto logistico. Un pensiero speciale va a Piera Lusso, scomparsa qualche anno fa: anima insostituibile di questo gruppo, Piera rappresenta il ricordo di tutti i volontari che hanno donato tempo e cuore a questa iniziativa.
Dopo un anno di assenza, l’edizione 2026 segna un grande ritorno. Dietro a questa ripartenza c’è un lavoro immenso: una squadra affiatata di volontari si è ritrovata per molte sere a ritirare e catalogare i premi, sistemare gli allestimenti e sbrigare le immancabili pratiche burocratiche.
L’invito ora è aperto a tutti: tentare la fortuna al banco non sarà solo un momento di festa, ma un gesto concreto di generosità. L’intero ricavato dell’edizione di quest’anno sarà destinato ai lavori di recupero della facciata dell’antico santuario, uno straordinario bene comune che proprio il 5 settembre spegnerà le sue prime 400 candeline.
Bra e l’Uruguay uniti dalla devozione: una targa per i 400 anni dell’antico santuario
Il 5 settembre non è mai una data qualunque per Bra, ma quest’anno la sua ricorrenza si carica di un significato profondo. Quattro secoli fa, il 5 settembre 1626, veniva posata la prima pietra che diede il via ai lavori di costruzione dell’antico santuario dedicato alla Madonna dei fiori.
Un luogo simbolo di devozione e identità cittadina, sorto sul terreno di Lorenzo Mathis, proprio accanto al pilone dove la tradizione colloca l’apparizione della Vergine alla giovane Egidia Mathis il 29 dicembre 1336. Una figura, quella di Egidia, risucchiata poi dall’oblio del tempo e legata a racconti popolari tramandati oralmente: dalla fuga verso la rocca cittadina per sfuggire ai soldati di ventura, fino alla suggestiva versione della nascita del suo bambino di fronte ai pruni fioriti d’inverno.
Oggi, a quattro secoli da quel primo cantiere, la storia del santuario braidese si intreccia con un nuovo e toccante capitolo dal respiro internazionale. In occasione dei festeggiamenti — i cui proventi del tradizionale Banco di Beneficenza saranno destinati ai restauri della facciata dell’antico santuario — la città si appresta a riabbracciare un’amica speciale: Maria Virginia Gutiérrez, catechista del santuario della Madonna dei fiori di La Floresta, la cittadina uruguaiana a 54 chilometri da Montevideo.
Maria Virginia, insieme al marito Javier Montes, è tra le primissime e più attive promotrici della devozione alla Vergine braidese in terra sudamericana, anima di quella comunità che ha visto nascere e crescere un santuario gemello dedicato proprio alla Madonna dei fiori. Già venuta a Bra due volte in compagnia del marito, questa volta affronterà il viaggio da sola per rappresentare ufficialmente l’intera comunità cattolica di La Floresta. Un’indissolubile amicizia spirituale che va di pari passo con l’imminente gemellaggio civile tra i due Comuni, ormai giunto all’atto finale dopo le delibere favorevoli di entrambi i Consigli comunali.
Ospitata presso la foresteria delle sorelle Clarisse dal 5 al 10 settembre, la catechista uruguaiana porterà con sé un dono prezioso: una targa commemorativa con cui la comunità di La Floresta desidera omaggiare il 400° anniversario dell’antico santuario. La consegna solenne avverrà nelle mani di don Enzo Torchio, responsabile spirituale della struttura, al termine di una delle celebrazioni liturgiche previste dal ricco programma festivo.
Un gesto semplice e carico di significato, che testimonia come il messaggio di fede e speranza della Madonna dei fiori abbia saputo attraversare l’Oceano, trasformando una memoria storica locale in un abbraccio di fratellanza viva tra Bra e l’Uruguay.
Lino Ferrero

