La Maratona fenogliana con i Csi trent’anni dopo Un giorno di fuoco

Letture pubbliche da venerdì fino al concerto conclusivo del gruppo guidato da Giovanni Lindo Ferretti l’8 settembre in piazza Medford

La Maratona fenogliana con i Csi trent'anni dopo Un giorno di fuoco
I Csi fotografati da Guido Harari

MUSICA E LETTERATURA La Maratona fenogliana è una marcia di avvicinamento al concerto dei Csi ad Alba, trent’anni dopo la storica serata in San Domenico, principio di molte cose nell’universo legato allo scrittore albese. Anche il titolo è stato preso in prestito dall’album dei Csi La terra, la guerra, una questione privata. Bianca Roagna, direttrice del centro studi organizzatore, insieme con Portami via festival, Comuni e associazioni, annuncia: «In pochi giorni, abbiamo ricevuto l’adesione di un’ottantina di lettori. Accanto agli appassionati che partecipano ogni anno, ci saranno persone che si recheranno ad Alba apposta per il concerto dei Csi». Sono ancora disponibili alcuni posti: per iscriversi, occorre inviare un messaggio a info@centrostudibeppefenoglio.it. La rassegna, a parte il concerto, sarà liberamente accessibile.

Si inizierà venerdì 4 settembre alle 20.45 a palazzo Anfossi di Canelli, dov’è allestita l’esposizione di manifesti del Maggio francese provenienti dalla collezione di Georges Foissy. Il protagonista fenogliano sarà Milton e si procederà alla lettura dei primi capitoli di Una questione privata. Ad accompagnare le voci ci sarà Mauro Carrero con la sua chitarra. Sabato 5 alle 19 la Maratona si sposterà a Gorzegno. Il paese di Pietro Gallesio e di Un giorno di fuoco è stato scelto proprio per leggere il celebre racconto. «È un’occasione di incontro tra le parole di Fenoglio e i luoghi che le hanno ispirate», spiega Roagna, «a leggere sarà Maurizio Carucci, voce degli Ex-Otago, accompagnato dalla musica creata da Mimmi Maselli».

Al liceo Govone

La Maratona tornerà ad Alba domenica 6 alle 17 nel liceo classico Govone dove Fenoglio si formò. «Leggeremo alcuni estratti del Partigiano Johnny. Tra gli ospiti ci saranno Nicola Testa, musicista e figlio di Gianmaria, Davide Ferrario, regista autore con Guido Chiesa di Materiale resistente, e Piero Negri Scaglione, l’autore della biografia di Beppe Fenoglio». Un altro luogo dell’epica fenogliana toccato dalla Maratona sarà San Benedetto. Qui, lunedì 7 alle 16.30, si terrà una camminata letteraria che partirà nel parcheggio del lago delle Verne, a pochi passi dal “gorgo” del celebre racconto. Il percorso sarà condotto da Daniele Cerrato, figlioccio dello scrittore. Sono previste varie tappe in paese; si occuperà delle letture Damiano Grasselli del teatro Caverna di Bergamo. La giornata si concluderà con la visita guidata alla Censa di Placido Canonica.

In piazza Medford

A concludere la Maratona saranno i Csi sul palco del concerto di martedì 8 settembre. Sulle citazioni fenogliane nei brani dei Csi «sono stati promossi studi universitari e, tra gli esempi principali, oltre al disco registrato ad Alba ci sono pezzi come Irata, che riprende Il partigiano Johnny, e l’album Linea gotica, che inizia con l’incipit del racconto I ventitrè giorni della città di Alba». Un giorno di fuoco, il concerto del 5 ottobre 1996 in San Domenico, rivivrà quindi martedì prossimo, in piazza Medford alle 21. Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Gianni Maroccolo, Ginevra Di Marco, Francesco Magnelli e Giorgio Canali hanno iniziato il tour “In viaggio” sul Poggiolo di Monte Sole, a Marzabotto, città martire della Resistenza e lo termineranno a Catania il 12 settembre. I biglietti sono disponibili sul sito ticketone.it.

La versione di Piero Negri ScaglioneLa Maratona fenogliana con i Csi trent'anni dopo Un giorno di fuoco 1

Della serata originale la memoria storica è Piero Negri Scaglione, albese, giornalista di lungo corso a Famiglia cristiana, RollingStone, Gq, Stampa, esperto di musica, cinema, letteratura e autore della fortunata biografia di Fenoglio, Questioni private (Einaudi). Fu tra le anime della macchina organizzativa che ruotò intorno al Circolo Fenoglio ’96, composto insieme a «Massimo Bergadano, Giampiero Vico e altri albesi». Dà merito a Guido Chiesa, il regista del Partigiano Johnny: «Fu il motore di tutto». Il contatto con i Csi avvenne a Correggio, in occasione di Materiale resistente, il progetto del Comune emiliano per i 50 anni della Liberazione, dal quale nacquero un disco corale, prodotto dalla band, e un documentario girato da Chiesa con Davide Ferrario. «Con Guido già ci conoscevamo e a lui venne l’idea di fare questa cosa, che all’inizio doveva durare due o tre giorni. Ma alla fine è diventato Un giorno di fuoco, una serata in onore e memoria di Beppe Fenoglio, in cui c’erano i Csi, però c’erano anche degli attori, Giuseppe Cederna in particolare, poi c’era il fratello di Beppe, Walter, naturalmente Margherita e Ugo Cerrato». E arrivò «una quantità di persone che noi ingenuamente non avevamo minimamente previsto», un successo travolgente, nel vero senso della parola. «In quel momento i Csi erano un fuoco che ardeva, bastava una scintilla e scoppiava l’incendio». Se il paragone di Scaglione sembra un po’ forte, gli increduli possono cercare il Dvd della serata, abbinato al disco citato all’inizio. Ma il punto importante è un altro, dice Piero: «Quella notte rese Fenoglio uno scrittore vivo, uno scrittore che “parla ai giovani”, come si usa dire. Ciò che hanno fatto i Csi, grazie alla forza della musica, di quel modo di comunicare, è di far conoscere Fenoglio a chi doveva conoscerlo, alle persone che potevano leggerlo e apprezzarlo, portandolo un po’ via da tutto quel mondo delle beghe tra filologi, che ritengo superato». Ciò che rimane da dire è che, come nel ’96, si sentirà quanto Fenoglio sia «uno scrittore universale». d.ba.

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