di Elisa Rossanino
RODDI – Per molti anni i resti di sette caduti roddesi erano rimasti custoditi nel camposanto comunale; poi, però, al fine di consentire interventi legati alla trasformazione e all’ampliamento dell’area cimiteriale, erano stati collocati provvisoriamente altrove. Fino al 22 agosto, quando Carlo Cavallotto, don Demetrio Castelli, Agostino Morando, Enrico Ferrero, Candido Alessandria, Pietro Alessandria e Marco Mascarello, caduti a Roddi il 24 agosto 1944, sono stati trasferiti nei nuovi ossari realizzati all’interno del cimitero comunale.
L’Amministrazione ha ritenuto importante individuare una sistemazione definitiva e realizzare un luogo dedicato, capace di custodire i resti dei caduti e, allo stesso tempo, di rappresentare un segno permanente di riconoscenza da parte dell’intera comunità affinché il loro ricordo diventi impegno per il presente e per il futuro.
«Il nuovo monumento alla memoria non è un semplice oggetto celebrativo, ma un profondo invito al ricordo», spiegano l’architetto Fabio Chiarla e l’artista Sara Magni che hanno realizzato l’opera. «Il progetto vuole superare la retorica delle classiche opere commemorative proponendo un percorso visivo ed emotivo unico».

Le linee pulite scelte da Chiarla diventano il simbolo della concretezza, dell’onestà e del rigore morale. In questa cornice architettonica si inserisce l’installazione concettuale di Magni. L’opera è divisa in due elementi contrapposti: il passato rappresentato dal cemento grezzo, dalle macerie e dalle fratture, e il presente simboleggiato dall’uso di una lastra di acciaio a specchio che riflette il mondo circostante e i visitatori. Il messaggio è chiaro: un invito a rispecchiarsi nella storia per non dimenticare».
Ringraziando quanti hanno reso possibile la realizzazione dell’opera, il sindaco Roberto Davico spiega: «Si tratta di un luogo che da oggi appartiene alle famiglie e a tutti i cittadini di Roddi: un luogo dove fermarsi, leggere i sette nomi e ricordare che dietro ciascuno c’è stata una persona, una famiglia, una vita e una storia».
La cerimonia si è conclusa con la benedizione del parroco don Massimo Scotto e il trasferimento dei sette caduti nei loro nuovi ossari all’interno del recente monumento, accompagnati da un momento di silenzio e di raccoglimento. Erano presenti per l’occasione anche l’Anpi, il gruppo Alpini, gli insegnanti della scuola primaria di Roddi e il sindaco dei bambini, Emanuele.
