GRINZANE CAVOUR Non soltanto i voti, ma anche lo sport, la musica, le attività culturali e il volontariato. Grinzane Cavour rinnova le borse di studio dedicate ai giovani residenti e, dopo le 47 candidature raccolte nel 2025, otto in più rispetto all’anno precedente, prepara l’edizione 2026. La cerimonia di consegna è fissata per domenica 13, alle 17, al castello. Il bando riguarda l’anno scolastico 2025-2026 ed è rivolto agli studenti meritevoli delle scuole secondarie di primo e secondo grado, comprese le paritarie, e agli universitari. In palio ci sono complessivamente 18 borse: tre per le medie, sei per gli istituti tecnici e professionali, suddivise tra primo biennio e triennio, altre sei con la medesima ripartizione per i licei e tre per l’università. Per gli studenti delle scuole secondarie gli importi sono di 250 euro al primo classificato, 150 al secondo e 100 al terzo. Per gli universitari sono previsti 400 euro al primo e 300 al secondo e al terzo. Anche chi non rientrerà tra i vincitori riceverà comunque un riconoscimento.
Il rendimento scolastico resta centrale, ma le graduatorie tengono conto anche di ciò che i ragazzi fanno fuori dalle aule. Per medie e superiori, alla media del secondo quadrimestre e alla condotta possono aggiungersi 0,75 punti per l’attività sportiva, 0,75 per la pratica di uno strumento musicale o un’attività culturale come il teatro e altri 0,75 per volontariato o assistenza. In quest’ultima categoria non rientrano le attività svolte durante l’orario scolastico e i Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento). Per gli universitari vengono invece considerati gli esami superati nelle sessioni comprese tra agosto 2025 e luglio 2026, con due punti per i voti da 18 a 22, tre da 23 a 26 e cinque da 27 a 30. Restano i punteggi aggiuntivi per sport, musica o attività culturali e volontariato. In caso di parità contano le lodi e, qualora la situazione rimanga identica, la borsa viene suddivisa tra i vincitori.
Sottolinea l’assessora all’istruzione Elena Grimaldi: «Non vogliamo che il messaggio si esaurisca nel premio a chi arriva primo. Vogliamo far capire ai ragazzi che l’impegno viene riconosciuto nelle sue diverse forme: nello studio, ma anche nello sport, nella musica e nel volontariato. Le famiglie ci raccontano che l’iniziativa diventa uno stimolo a fare meglio, ed è probabilmente questo il risultato più importante».
r.r.
