Vendemmia: il sindaco di Mango propone un progetto per l’assunzione diretta dei lavoratori, una sola azienda aderisce [La storia]

I cinque braccianti sono stati assunti direttamente tramite il contratto agricolo durante le settimane della raccolta dell'uva

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MANGOLa vendemmia 2026 è già iniziata e, in molti casi, è ormai prossima alla conclusione. La raccolta anticipata, anche a causa degli effetti del cambiamento climatico, ha imposto alle aziende agricole di riorganizzare in tempi stretti il lavoro dei braccianti stagionali. Alcune hanno fatto ricorso alle cooperative e agli intermediari della manodopera, mentre c’è chi ha scelto di aderire a un progetto etico e di sperimentare un modello che guarda all’assunzione diretta. È il caso dell’azienda Sacco, l’unica realtà di Mango che ha aderito al progetto promosso dall’Amministrazione comunale nell’ambito della seconda edizione del Common ground 2, pensato per trovare soluzioni alle criticità legate alla gestione dei lavoratori e in un’ottica di prevenzione del caporalato.

Il progetto

L’idea era stata avanzata dal sindaco Damiano Ferrero durante un incontro con i Comuni del territorio a inizio luglio. L’obiettivo era favorire un rapporto più diretto tra aziende e braccianti, intervenendo sul fronte dell’accoglienza e della tutela. Il Comune ha presentato l’iniziativa e ha avuto accesso al bando regionale, che prevede un contributo massimo di 25mila euro per sostenere le spese legate all’ospitalità.

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Al termine dell’esperienza, la scorsa settimana, Piercarlo, Elena, Alessia e Denis dell’azienda Sacco, insieme ai lavoratori e ai soggetti coinvolti, hanno condiviso i risultati di questo periodo di vendemmia. A livello logistico, la spesa finanziata è stata di circa 4mila euro, destinati principalmente all’affitto e al trasporto dei due moduli abitativi collocati nel cortile con le spese connesse, come l’allacciamento della luce e l’acquisto del materiale necessario. Nell’azienda hanno lavorato cinque braccianti, individuati attraverso la cooperativa sociale Motiva, che ha fatto da raccordo tra il fabbisogno dell’azienda stessa e la disponibilità dei lavoratori: tre cittadini nigeriani, un tunisino e un somalo. Il rapporto di lavoro è stato diretto: i cinque sono stati assunti regolarmente dai Sacco tramite il contratto agricolo.

I benefici dell’assunzione diretta

Un aspetto importante, quest’ultimo: oltre a essere un’esperienza arricchente sul piano umano, l’assenza di intermediazione ha consentito di gestire la vendemmia con maggiore flessibilità, adattando gli orari alle esigenze della raccolta e alle condizioni del meteo, aspetto che con i contoterzisti può essere più macchinoso. Ha spiegato Piercarlo Sacco: «Ci sono i pro e i contro della cooperativa: i lavoratori arrivano al mattino alle 7, poi risalgono sulla macchina e vanno via. In questo caso, invece, abbiamo potuto gestire l’orario. Per esempio, la settimana scorsa ha piovuto per un paio di volte: al mattino non abbiamo raccolto, mentre al pomeriggio è stato possibile lavorare. Una cooperativa non sarebbe arrivata neppure per la seconda parte della giornata e noi non avremmo avuto il rimorchio pieno».

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L’esperienza ha mostrato anche alcune difficoltà, soprattutto nell’organizzazione dell’accoglienza. «Abbiamo avuto qualche problema con la posa dei container», ha aggiunto Sacco. «Gli spazi in collina sono ridotti. Inizialmente volevamo sistemarli nel terreno dietro casa, ma il camion dei trasporti non passava, così abbiamo dovuto trovare un altro punto idoneo. È un aspetto su cui bisogna ragionare, ma partendo con anticipo sarà possibile organizzarsi meglio per il prossimo anno».

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