di Andrea Olimpi
ALBA – Dalla vendemmia alla cantina, prosegue il percorso di “Si Svigna”, il progetto di inclusione sociale che unisce la casa di lavoro “Giuseppe Montalto” di Alba e l’IIS Umberto I, la scuola enologica albese, dando vita al vino “ValeLaPena”.
Oggi, martedì 8 settembre, le uve raccolte nel vigneto all’interno dell’istituto penitenziario sono state portate nella cantina sperimentale dell’Umberto I, dove è iniziata la fase di pigiatura. È il primo passaggio della vinificazione che, attraverso le successive lavorazioni e cure del vino affidate alla scuola, porterà infine all’imbottigliamento.
Alla giornata erano presenti il direttore della casa di lavoro Nicola Pangallo, l’agrotecnico del carcere Giovanni Bertello, il professor Bruno Morcaldi, il garante comunale per i detenuti Emilio De Vitto, il comandante della Polizia penitenziaria Gianni Del Vecchio, l’assistente capo Pasquale Demasi e la sostituta dirigente scolastica Grazia Lucia Caruso.
La collaborazione tra le due istituzioni ha alle spalle ventuno anni di attività. Il vigneto presente all’interno del Montalto viene seguito durante l’anno attraverso le diverse lavorazioni necessarie, dalla potatura alla sfogliatura, dalla scacchiatura alla sfemminellatura, fino alla vendemmia. Un percorso nel quale gli studenti delle classi quinte dell’Enologica, accompagnati dal professor Bruno Morcaldi e con il supporto tecnico di Giovanni Bertello, affiancano i detenuti secondo un modello di apprendimento cooperativo.
Il progetto unisce così formazione professionale e inclusione sociale. Per i detenuti rappresenta un’occasione per acquisire competenze spendibili anche in prospettiva lavorativa, mentre per gli studenti il confronto con la realtà della casa di lavoro diventa parte di un percorso educativo legato alla legalità, al senso civico e a “Cittadinanza e Costituzione”.
Il risultato più visibile di questo lavoro è “ValeLaPena”, il vino Barbera prodotto dalle uve coltivate tra le mura dell’istituto penitenziario, con un’etichetta realizzata dagli stessi detenuti. Il ricavato della produzione viene utilizzato, in fine, come ci ha spiegato il professor Morcaldi, “per il minuto mantenimento e la copertura delle spese della scuola, sia per l’acquisto di materiale di prima necessità dei detenuti”.
“Ogni anno”, sottolinea Giovanni Bertello, “il progetto ha dato la possibilità a circa 16 detenuti, di fare un corso professionalizzante, riconosciuto e quindi dopo la successiva qualifica per il lavoro in vigna. In sostanza in questi anni sono stati circa duecento i detenuti che hanno partecipato al progetto”.
Ma il progetto guarda già oltre il vigneto esistente. Il direttore Nicola Pangallo ha ribadito l’intenzione di recuperare il noccioleto realizzato circa una decina di anni fa attorno alla struttura e rimasto negli ultimi anni senza le necessarie lavorazioni. Anche in questo percorso sarà importante la collaborazione con gli studenti dell’Enologica, chiamati a contribuire al recupero delle aree e alla futura gestione delle piante.
Un’altra novità riguarda l’ampliamento della produzione vitivinicola. Accanto al Barbera “ValeLaPena”, l’obiettivo è arrivare in futuro anche alla produzione di un vino bianco, grazie a un nuovo appezzamento messo a disposizione dall’IIS Umberto I nei pressi dell’istituto.
Qui potranno essere coinvolti nelle lavorazioni anche i detenuti meritevoli autorizzati a svolgere attività all’esterno.
“Il progetto – spiega Grazia Lucia Caruso – ha una grandissima valenza sia dal punto di vista didattico, ma soprattutto dal punto di vista dello sviluppo delle competenze sociali ed individuali di ogni studente. Viene inserito nella programmazione dell’educazione civica, dando valore anche quell’aspetto legato all’accoglienza e alla collaborazione, con una comunità che non rientra nelle abituali frequentazioni dei ragazzi, creando anche uno scambio di competenze”.
La pigiatura avviata oggi rappresenta quindi una nuova tappa di un progetto che, partendo dalla terra e dal lavoro nei filari, mette in relazione scuola e istituto penitenziario, formazione e reinserimento. Un percorso destinato a concludersi ancora una volta in bottiglia, con un nome che ne riassume lo spirito: “ValeLaPena”.
Galleria foto e video ©Andrea Olimpi








![“Si Svigna”, le uve del Montalto diventano “ValeLaPena” [foto & video]](https://www.gazzettadalba.it/wp-content/uploads/cache/2026/09/Si-Svigna2026%C2%A9Andrea-Olimpi-14/1747810654.jpg)









