POLITICA – Si allarga la polemica sul convegno dedicato all’insicurezza urbana, in programma il 18 settembre all’Hotel NH Torino Centro, che vedrà tra i relatori Roberto Vannacci, europarlamentare e leader di Futuro nazionale. Dopo le prime reazioni politiche, tra cui quella della vicepresidente del Partito Democratico Chiara Gribaudo, il Silp Cgil Piemonte ha ora chiesto formalmente al questore di Torino Massimo Gambino di revocare il provvedimento con cui la partecipazione all’iniziativa è stata riconosciuta come attività di aggiornamento professionale per il personale della Polizia di Stato.
Il seminario, dal titolo “Insicurezza urbana – il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori”, è organizzato dalla segreteria regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Fsp Polizia di Stato e si svolgerà dalle 9. Il programma prevede i saluti di apertura del questore Massimo Gambino e una tavola rotonda alla quale, oltre a Vannacci, parteciperanno il condirettore di Libero Pietro Senaldi, il criminologo clinico Emilio Chiodo, l’imprenditore Francesco Toselli, il segretario generale nazionale dell’Fsp Polizia di Stato Valter Mazzetti e il segretario generale torinese Luca Pantanella. A moderare sarà Fabrizio Lotti, segretario generale nazionale aggiunto dell’Fsp.
La vicenda ha avuto origine dalla comunicazione inviata il 7 settembre dalla Questura di Torino agli uffici della Polizia di Stato e alle organizzazioni sindacali, con la quale è stato reso noto che la partecipazione del personale può essere autorizzata ai sensi dell’Accordo nazionale quadro. La giornata di effettiva presenza al seminario viene quindi conteggiata tra le sei annualmente disponibili per l’aggiornamento professionale.
La partecipazione non può comportare oneri per l’amministrazione, compresi trattamento di missione e compensi per lavoro straordinario, mentre al termine dell’iniziativa ciascun partecipante dovrà consegnare al proprio ufficio l’attestazione di presenza.
Il riconoscimento dell’iniziativa come aggiornamento professionale ha suscitato reazioni politiche e sindacali. Tra le prime a intervenire è stata Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che ha annunciato un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi insieme al deputato Federico Fornaro.
«In Italia succedono fatti inquietanti, come la scelta di organizzare un convegno di aggiornamento professionale con Roberto Vannacci da parte di un Sindacato di Polizia, avallato (a quanto pare visti i saluti istituzionali del Questore) dalla Questura di Torino. Non sarebbe un problema un confronto tra un esponente politico e le forze dell’ordine, come avvengono e sono sempre avvenuti nella storia sui temi delicati della sicurezza. Ma qui siamo di fronte a un’altra questione. In questo caso un’iniziativa chiaramente politica, già dal titolo “insicurezza urbana”, viene classificata come “attività di aggiornamento professionale” con tutto quello che ne consegue anche in termini di convenienza nella partecipazione. Mancano, chiaramente e come denuncia giustamente la SILP CGIL, la natura “tecnico-scientifica” e la stretta neutralità dell’iniziativa rispetto a qualsiasi connotazione politica, elementi imprescindibili per l’aggiornamento professionale. Come ribadisce sempre il Sindacato delle forze dell’ordine, in questo caso si va anche a violare l’articolo 98 della Costituzione che impone alle forze dell’ordine il dovere d’imparzialità. È, inoltre, un fatto molto grave che a un’iniziativa di questo tipo, con queste premesse, prenda parola direttamente il Questore di Torino. Mi unisco alla richiesta di sospensione e a quella di chiarimenti immediati, e farò un’interrogazione insieme al collega Federico Fornaro al Ministro Piantedosi a riguardo».
L’ultimo sviluppo arriva oggi, mercoledì 9 settembre, con la richiesta formale del Silp Cgil Piemonte al questore Gambino di revocare il riconoscimento dell’iniziativa come attività di aggiornamento professionale.
Secondo il segretario generale piemontese del Silp Nicola Rossiello, la presenza di Vannacci tra i relatori, insieme ai saluti di apertura del questore, farebbe venire meno i requisiti necessari per il riconoscimento dell’autoformazione.
«Si tratta, a nostro giudizio, di un elemento sufficiente a incrinare il presupposto che la normativa richiede per il riconoscimento dell’autoformazione: la natura tecnico-scientifica e la stretta neutralità dell’iniziativa rispetto a qualsiasi connotazione politica. Il rilievo riguarda i criteri con cui è stata concessa l’autorizzazione», afferma il Silp Cgil Piemonte.
Nella richiesta il sindacato richiama, tra gli altri, l’articolo 98 della Costituzione, il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici e quello del personale della Polizia di Stato, oltre alle direttive del Dipartimento della pubblica sicurezza che, secondo il Silp, subordinano il riconoscimento dell’autoformazione alla natura strettamente tecnico-professionale dell’iniziativa.
Redazione
