di Andrea Olimpi
ALBA – Un viaggio nella storia delle Langhe attraverso la figura di Giacomo Oddero, protagonista della viticoltura piemontese e di una stagione decisiva per lo sviluppo del territorio. Venerdì 18 settembre 2026, alle 18, il Teatro Sociale Giorgio Busca di Alba ospiterà una narrazione teatrale dedicata alla sua vita e al suo impegno pubblico, organizzata in occasione del centenario della nascita.
Produttore, innovatore e uomo impegnato nella vita della comunità, Giacomo Oddero contribuì alla rinascita e alla valorizzazione del territorio langarolo. L’appuntamento albese non vuole però limitarsi al ricordo personale, ma utilizzare la sua esperienza per raccontare le trasformazioni che hanno interessato le Langhe e il ruolo svolto da quanti credettero nella possibilità di costruire il futuro attraverso un impegno condiviso.
Al centro della prima parte dell’incontro ci sarà La grande sete delle Langhe, narrazione teatrale curata da Paolo Tibaldi e liberamente ispirata al libro Il farmacista di Via Maestra di Attilio Ianniello. A seguire, spazio a interviste e testimonianze, moderate da Nicolas Lozito, giornalista de La Stampa.
Per Paolo Tibaldi, portare sul palcoscenico questa storia significa anche raccontare un territorio e la sua capacità di cambiare: “Certo, è un grande orgoglio poter raccontare la storia di una persona così importante, che si è spesa veramente per ciò di cui c’era bisogno. Chissà, forse le Langhe e la provincia di Cuneo non sarebbe cos’è oggi senza Giacomo Oddero e il suo squadrone. Ho avuto anche il piacere di conoscerlo di persona e parlare del suo operato – in particolare dell’acquedotto – anche nel libro che ho scritto con Carlin Petrini. Il titolo dello spettacolo La grande sete delle Langhe allude proprio a questo, all’acqua in senso stretto, ma anche alla voglia di riscatto di cui aveva bisogno questa civiltà. Infine, curiosità: le voci fuori campo sono di due bambini, Vittorio e Margherita Anselma, una mia scelta registica che vuol significare e sottolineare l’impegno che Oddero ebbe verso il futuro.”
Un riferimento, quello all’acqua, che richiama una delle grandi questioni affrontate dal territorio e permette allo spettacolo di allargare lo sguardo oltre la vicenda individuale. La storia di Giacomo Oddero si intreccia infatti con quella di una comunità che, attraverso un’azione collettiva, seppe affrontare problemi concreti e accompagnare le profonde trasformazioni economiche e sociali delle Langhe.
È questo anche il senso che la famiglia Oddero vuole dare all’iniziativa: «Non verrà proposta al pubblico una biografia celebrativa – assicura la famiglia Oddero – l’evento del 18 settembre sarà l’occasione per rileggere una stagione della storia delle Langhe attraverso il linguaggio del teatro e, insieme, offrire una riflessione sull’importanza della collaborazione e tra istituzioni e cittadini nell’ambito delle comunità locali».
Lo spettacolo diventa così l’occasione per ricordare non soltanto uno dei protagonisti di quella stagione, ma anche le persone che insieme a lui credettero nell’impegno collettivo come strumento per favorire lo sviluppo delle Langhe.
L’ingresso al Teatro Sociale Giorgio Busca sarà libero fino a esaurimento posti.
