Gli Eugenio in Via Di Gioia raccontano l’Italia con il nuovo singolo

La band piemontese nata a Torino pubblica “Ciao bella Italia” con il Piccolo Coro dell’Antoniano

Gli Eugenio in Via Di Gioia raccontano l’Italia con il nuovo singolo
Eugenio in Via Di Gioia e il Piccolo Coro dell'Antoniano - foto ©Marco Mastroianni

di Andrea Olimpi

MUSICA – Sono una band piemontese, di fatto nata artisticamente a Torino, la città dove si sono incontrati e dove ha preso forma il loro progetto musicale. Gli Eugenio in Via Di Gioia tornano oggi, venerdì 18 settembre, con Ciao bella Italia, realizzato insieme al Piccolo Coro dell’Antoniano, il nuovo singolo per Carosello Records: un viaggio dentro le contraddizioni del nostro Paese, raccontato dal punto di vista adulto di chi lo conosce e, insieme, attraverso lo sguardo realistico e ingenuo di un bambino.

“Ciao bella Italia, è qui che si comincia / da questo paesino, da questa provincia” è l’inizio di un percorso che attraversa l’Italia attraverso una serie di immagini apparentemente inconciliabili: bella come una cartolina e come una villa abusiva, terra di poeti, santi e parcheggiatori, paradiso per pochi e Inferno di Dante, antichi acquedotti e nuove alluvioni.

La fotografia di un’Italia affascinante e paradossale, che tiene insieme ciò che amiamo e ciò che ci mette di fronte alle nostre responsabilità, la meraviglia e l’assurdità, e che è capace di generare bellezza e, allo stesso tempo, di consumarla.

È proprio questo modo di guardare l’Italia a permettere agli Eugenio in Via Di Gioia di raccontarla senza trasformare la canzone in un’invettiva. Nel mondo di Ciao bella Italia saltano i ponti, la corrente, il governo, la scuola, i piani e perfino le code: una serie di cortocircuiti che prende la forma di una filastrocca, dove il disastro diventa gioco e l’ironia permette di parlare di precarietà, disuguaglianze, territorio e futuro senza perdere il tono scanzonato.

La canzone guarda così anche a ciò che non funziona, ma lo fa partendo da un sentimento profondamente legato a ciò che invece vale la pena preservare.

In questo equilibrio tra una leggerezza che ricorda Rodari e la profondità della tematica, il Piccolo Coro dell’Antoniano– diretto in questo brano da Sabrina Simoni – assume un ruolo centrale: porta nella canzone una dimensione corale e collettiva, rendendo straniante l’incontro tra le sue voci, innocenti e spontanee, e un ritratto dell’Italia costruito con gli occhi degli adulti.

La collaborazione è stata accompagnata anche da un piccolo laboratorio con le bambine e i bambini del coro: partendo dal canovaccio della canzone, gli Eugenio in Via Di Gioia hanno chiesto loro di partecipare al brano contribuendo con idee, disegni e spunti legati a ciò che stavano cantando. Un momento nato soprattutto per permettere loro di entrare nel significato della canzone e sentirla anche come qualcosa di proprio.

Musicalmente, Ciao bella Italia costruisce la sua forza su un andamento circolare, una ritmica danzereccia e incalzante e una melodia che torna più volte, fino a diventare familiare già al primo ascolto. La ripetizione crea un effetto quasi ipnotico, mentre il testo si apre a immagini, associazioni e contrasti sempre nuovi, che si incastrano dentro una struttura riconoscibile. Il risultato è un pop immediato e contagioso, capace di far convivere un funky con una narrazione molto più stratificata.

Il brano guarda alla provincia come possibile punto di ripartenza, lontano dalla frenesia delle grandi città e dalla logica della globalizzazione, nei luoghi dove le relazioni sono ancora concrete e dove collaborazione, attenzione e cura possono avere un peso reale. Una dimensione fatta di dettagli, piccoli gesti e una sensibilità quasi artigianale, contrapposta all’idea di un’Italia da vivere come un parco giochi da cui trarre vantaggi e guadagni senza assumersi la responsabilità di prendersene cura.

Non è un tema nuovo per gli Eugenio in Via Di Gioia: la provincia era già al centro di Provincia Assassina e torna anche nel loro primo libro, Storie di una band che non si è ancora sciolta. È nelle province, dove spesso il cambiamento arriva più lentamente, che la band continua a trovare alcune delle domande più urgenti sul presente e sul futuro.

Il rapporto tra musica e territorio era già emerso anche in occasione di Eurovision in Turin, quando gli Eugenio in Via Di Gioia avevano raccontato Torino al pubblico internazionale attraverso i suoi simboli, le sue abitudini e i suoi stereotipi, restituendo un’immagine ironica e positiva della città, quasi promozionale. Con Ciao bella Italia, quel meccanismo si allarga all’intero Paese: le immagini riconoscibili dell’Italia non servono più soltanto a celebrarla, ma diventano il punto di partenza per mettere in luce anche ciò che non funziona.

Ciao bella Italia non vuole dare risposte, ma rimettere in movimento le domande. E forse è proprio da qui che si comincia: da un piccolo paese, da una canzone, dalla possibilità di guardare in modo nuovo le cose che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno.

Il Piccolo Coro dell’Antoniano

Il Piccolo Coro dell’Antoniano è una formazione corale infantile, tra le più celebri al mondo, che tradizionalmente interpreta le canzoni dello Zecchino d’Oro, in accompagnamento ai solisti, e che, attraverso attività e concerti, diffonde il proprio repertorio, affiancando le canzoni dello Zecchino d’Oro a cover internazionali, canti religiosi e classici della canzone italiana.

Fondato all’Antoniano di Bologna nel 1963 da Mariele Ventre, con l’intento di avvicinare i bambini al mondo della musica sottolineandone il messaggio educativo e didattico, ad oggi il Piccolo Coro conta 52 elementi tra i 4 e i 12 anni di età.

Agli impegni televisivi affianca un’intensa attività discografica e concertistica in tutto il mondo e partecipazioni a diverse trasmissioni e produzioni audiovisive. Presente su tutte le piattaforme e i canali digitali come artista, oggi il canale YouTube ha superato i 2,6 milioni di iscritti e oltre 3 miliardi di visualizzazioni totali, mentre nello scorso anno ha registrato più di 30 milioni di stream su Spotify e Amazon Music.

Il Piccolo Coro dell’Antoniano si ispira ai valori della tradizione francescana: solidarietà, uguaglianza, attenzione agli ultimi, rispetto per ogni creatura e amore. Al coro è conferito il ruolo di Portavoce della Solidarietà dell’Antoniano, istituzione dei Frati Minori che si occupa principalmente di solidarietà, intrattenimento e comunicazione sociale.

Nel 2003, inoltre, il Piccolo Coro è stato nominato Goodwill Ambassador (Ambasciatore Unicef).

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