di Lino Ferrero
BRA – Una grande partecipazione di fedeli e un’atmosfera carica di commozione e speranza hanno accompagnato, nel pomeriggio di oggi, domenica 20 settembre, l’ingresso di don Mario Perlo come nuovo parroco della comunità di Bandito.
Alla celebrazione delle 16 ha preso parte una folla numerosa giunta non solo da Bandito, ma anche da Sanfrè e da Brandizzo, comunità precedentemente guidata da don Mario. Una testimonianza d’affetto diffusa, vero e proprio tributo a un sacerdote da sempre profondamente amato e stimato nei diversi contesti in cui ha prestato il suo ministero.
Tra i banchi della chiesa non sono mancati i rappresentanti delle istituzioni civili: il sindaco di Bra, Gianni Fogliato, il vicesindaco Biagio Conterno, i consiglieri comunali Lino Ferrero e Sergio Panero e il sindaco di Sanfrè, Giuseppe Barberis.
Il rito, di forte impatto emotivo, si è aperto con don Mario seduto al centro dell’assemblea per ricevere ufficialmente l’incarico pastorale conferitogli dall’arcivescovo. È stata quindi data lettura della lettera inviata dal cardinale Roberto Repole, con la quale è stato annunciato l’affidamento della missione nella nuova parrocchia. Nonostante la visibile e intensa emozione di don Mario, consapevole della delicatezza che accompagna ogni nuovo inizio per un pastore, l’intera comunità, sostenuta dai canti della Corale di Bandito e dalla preghiera dei presenti, ha saputo infondere forza e calore al nuovo parroco.
Dalla recita del Gloria in avanti, don Mario ha assunto la presidenza della Santa Messa. Nell’omelia, partendo dal commento al Vangelo del giorno e dalla parabola degli operai inviati nella vigna, il sacerdote ha tracciato un suggestivo parallelismo con il gregge che gli è stato appena affidato.
Richiamando la figura dei lavoratori dell’ultima ora, don Mario ha promesso di profondere ogni energia per essere il “parroco di tutti”, guidato dall’esempio del Signore nell’andare a cercare specialmente i più fragili: gli emarginati, i malati, gli anziani e chi oggi fatica a trovare un proprio posto nella società.
Al termine della funzione, un altro momento di profonda intensità si è vissuto con il discorso di benvenuto espresso dalla catechista Carla a nome di tutta la parrocchia, che ha sottolineato il valore dell’accoglienza verso il dono di un nuovo pastore. Il successivo abbraccio tra il sacerdote e la catechista ha suggellato simbolicamente l’unione tra don Mario e l’intera comunità.
Nel suo saluto finale, prima delle foto di rito e del rinfresco di festa, il nuovo parroco ha espresso l’auspicio che la comunità possa riscoprire occasioni d’incontro anche durante la settimana e non soltanto nella Messa domenicale.
«Studierò, mi metterò in vetrina e osserverò», ha sottolineato don Mario, manifestando la volontà di porsi in ascolto per comprendere appieno le tradizioni, i volti, le storie personali e le esigenze operative della zona.
Nel suo ministero pastorale e territoriale tra Bandito e Sanfrè, don Mario sarà coadiuvato dal viceparroco fra Alberto, con il quale definirà le modalità di presenza e supporto alle due realtà vicine.
Martedì riapre la storica cappella di San Maurizio del Fendente
Tra i primi appuntamenti della nuova gestione pastorale, martedì 22 settembre, in occasione della festa di San Maurizio, si terrà un evento particolarmente significativo per la frazione: la riapertura della storica Cappella di San Maurizio del Fendente, situata al fondo di Bandito, nei pressi della nuova rotonda.
In assenza di corrente elettrica, la Santa Messa, presieduta dallo stesso don Mario Perlo, sarà celebrata in un’atmosfera suggestiva ed essenziale, a lume di candela. Si tratta di un luogo di culto dalle radici antiche, storicamente legate all’Ordine Mauriziano dei Santi Maurizio e Lazzaro. La cappella, che per molto tempo non aveva più ospitato celebrazioni regolari né ricorrenze annuali, viene oggi custodita con dedizione da una famiglia locale che ne assicura la cura e la conservazione.
La testimonianza storica più antica dell’edificio risale al 1671, anno in cui l’allora arcivescovo di Torino, monsignor Michele Beggiani, annotava nella sua visita pastorale la presenza di volte e di una sufficiente dotazione di arredi sacri per la celebrazione nei giorni festivi.
Prima dell’erezione della parrocchia di Bandito, la piccola cappella rappresentava il punto di riferimento in cui si celebrava la Messa ogni domenica. Ricostruita nel 1716 e restaurata nel 1827, visse una fase di declino a partire dal 1867. Nel 1987, il vicario episcopale dell’epoca ne decretò la sospensione delle celebrazioni a causa della scarsità di vocazioni.
Oggi l’edificio si presenta in buono stato grazie anche ai recenti interventi di restauro conservativo promossi da volontari e dall’associazione dei Cavalieri del Bandito. I lavori hanno interessato il tetto, le strutture adiacenti, gli interni, la sacrestia e diversi arredi sacri, restituendo alla comunità un prezioso pezzo della propria storia e della propria identità spirituale.
