POLITICA – Oltre 14mila firme sono state raccolte in Piemonte a sostegno della proposta di legge regionale sul fine vita “Liberi di scegliere”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni. Sulla consegna delle sottoscrizioni in Consiglio regionale interviene Chiara Gribaudo, deputata piemontese e vicepresidente del Partito Democratico.
“Oggi in Piemonte arrivano oltre 14mila firme, quasi il doppio delle 8mila necessarie, per una proposta di civiltà che ho sottoscritto anche io: è una risposta chiarissima della cittadinanza a questa destra, piemontese e nazionale, che si gira dall’altra parte di fronte ai diritti”.
Gribaudo richiama anche il precedente del 2023, quando un’altra raccolta aveva superato le 11mila sottoscrizioni. Nel marzo 2024 il Consiglio regionale aveva bloccato la discussione della proposta attraverso una pregiudiziale di costituzionalità.
“Il Piemonte è pronto, il Paese è pronto: non stiamo parlando di ideologia, ma della libertà e della dignità di persone che vivono condizioni di sofferenza intollerabile – prosegue la deputata piemontese – Eppure la destra piemontese ci ha già fatto perdere anni. Nel 2023 erano state raccolte oltre 11mila firme e nel marzo 2024 il Consiglio regionale ha scelto di bloccare la discussione con una pregiudiziale di costituzionalità. Nel frattempo la Corte costituzionale ha chiarito ulteriormente la possibilità per le Regioni di intervenire sull’organizzazione sanitaria. Ora basta rinvii e basta nascondersi dietro Roma”.
Il riferimento è anche alla sentenza 204/2025 della Corte costituzionale, che, pronunciandosi sulla legge della Regione Toscana, ha riconosciuto la possibilità per le Regioni di intervenire sugli aspetti organizzativi e procedurali legati all’assistenza sanitaria, entro i limiti delle competenze statali.
La vicepresidente del Pd rivolge quindi un appello al presidente della Regione Alberto Cirio, chiedendo che la proposta venga portata alla discussione e al voto del Consiglio regionale.
“Cirio smetta di fare l’opossum: non può continuare a far finta di non vedere una domanda che arriva da 14mila piemontesi e da una realtà già riconosciuta in altre Regioni. Serve una legge: la proposta va discussa e votata in Consiglio regionale, senza altri espedienti per prendere tempo. Sul fine vita non chiediamo alla Regione di scegliere al posto delle persone: le chiediamo di garantire che le loro scelte siano rispettate, con procedure certe, tempi ragionevoli e piena dignità” conclude Gribaudo.
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