Bandiera Verde Gold 2026 ai Poderi Luigi Einaudi di Dogliani

Doppio riconoscimento nazionale da Cia Agricoltori Italiani: premiate l’eccellenza vitivinicola e l’ospitalità delle Langhe

Bandiera Verde Gold 2026 ai Poderi Luigi Einaudi di Dogliani
Gabriele Carenini, Lorenza Abbona e Corrado Bertello

AGRICOLTURA – Un doppio riconoscimento nazionale che premia la storia, la qualità imprenditoriale e la capacità di innovare, mantenendo salde le proprie radici nel territorio. I Poderi Luigi Einaudi di Dogliani hanno conquistato il Premio Bandiera Verde Gold 2026, il massimo riconoscimento assegnato da Cia Agricoltori Italiani nell’ambito della XXIV edizione del premio, ottenendo anche il titolo di miglior Agri-farmhouse 2026.

Un risultato di particolare prestigio per una delle realtà vitivinicole storiche delle Langhe, capace di coniugare tradizione agricola, eccellenza enologica e ospitalità di alto livello.

A ritirare il premio, durante la cerimonia nazionale svoltasi oggi, giovedì 5 novembre, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, a Roma, è stata Lorenza Abbona, in rappresentanza dei Poderi Luigi Einaudi. Ad accompagnarla il presidente regionale di Cia Piemonte e Valle d’Aosta, Gabriele Carenini, e Corrado Bertello, in rappresentanza di Cia Agricoltori Italiani della provincia di Cuneo.

È stato proprio Carenini il primo a complimentarsi con Lorenza Abbona per il prestigioso risultato: «Questo riconoscimento ci rende particolarmente orgogliosi perché premia un’azienda che rappresenta in modo esemplare la capacità dell’agricoltura piemontese di evolversi senza perdere il legame con le proprie origini – ha dichiarato Carenini –. I Poderi Luigi Einaudi sono una testimonianza concreta di come la qualità produttiva, la valorizzazione del paesaggio e l’accoglienza possano integrarsi in un progetto imprenditoriale solido e lungimirante».

«Ricevere questo premio è una grande soddisfazione per tutta la famiglia e per chi lavora ogni giorno nei Poderi – ha commentato Lorenza Abbona –. Dal 1897, quando Luigi Einaudi fondò a Dogliani la cantina che ancora oggi porta il suo nome, generazione dopo generazione abbiamo cercato di custodire e sviluppare un patrimonio agricolo costruito su una profonda cultura della terra e su un forte legame con questi luoghi. La nostra filosofia è quella di guardare avanti, investire nella qualità e nell’innovazione, senza dimenticare la storia e i valori che ci sono stati trasmessi. Oggi questo percorso si esprime non soltanto nei nostri vini, ma anche nella volontà di far conoscere e vivere il territorio attraverso un’accoglienza autentica, che ne racconti l’identità e le eccellenze».

Un premio che valorizza il ruolo dell’agricoltura

L’edizione 2026 di Bandiera Verde, il riconoscimento che ogni anno individua le esperienze più significative dell’agricoltura italiana, ha avuto come filo conduttore il ruolo strategico dell’impresa agricola nella tenuta economica e sociale delle aree interne.

Oltre al Gold assegnato ai Poderi Luigi Einaudi, la XXIV edizione ha premiato dieci aziende agricole, due Comuni, tre iniziative extra-aziendali e assegnato un Premio Speciale.

«Le esperienze premiate – ha sottolineato il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini – dimostrano che l’agricoltura genera economia e occupazione, contribuendo alla tenuta delle comunità. Per Cia il diritto a restare non è uno slogan, ma un impegno concreto. Con Bandiera Verde valorizziamo chi oggi sceglie di fare impresa e costruire il proprio futuro nella propria terra d’origine, anche quando è scomoda e incerta».

Da Cuneo, il plauso ai Poderi Luigi Einaudi è arrivato anche dal direttore provinciale di Cia Agricoltori Italiani, Igor Varrone, e dal presidente provinciale Marco Bozzolo.

«Siamo particolarmente orgogliosi che il massimo riconoscimento nazionale di Cia sia stato assegnato a un’azienda della nostra provincia – dichiarano Varrone e Bozzolo –. I Poderi Luigi Einaudi rappresentano un modello di economia agricola capace di generare valore ben oltre la produzione primaria, integrando qualità, storia, innovazione, occupazione e accoglienza. È un esempio concreto di come un’impresa agricola possa diventare motore di sviluppo, promozione turistica e valorizzazione delle risorse locali, contribuendo alla vitalità delle comunità e all’attrattività delle Langhe».

Una storia che parte dal 1897

Fondata nel 1897 da Luigi Einaudi, futuro presidente della Repubblica, l’azienda si estende oggi su circa 150 ettari di proprietà, di cui 75 vitati, distribuiti in tredici poderi tra Dogliani e alcune delle zone più prestigiose delle Langhe, da Barolo a Monforte d’Alba, da Castiglione Falletto a Verduno e Neive.

La famiglia ha contribuito, insieme agli altri produttori della zona, al percorso che ha portato nel 2006 al riconoscimento della Docg Dogliani, mentre negli ultimi anni l’azienda ha ulteriormente rafforzato la propria presenza nei grandi territori del Nebbiolo, attraverso importanti investimenti e un rinnovamento della filosofia produttiva all’insegna della qualità, della sostenibilità e dell’autenticità.

L’ospitalità di Langa tra tradizione e innovazione

Accanto alla vitivinicoltura, un ruolo centrale è oggi ricoperto dall’ospitalità, elemento che ha contribuito in maniera determinante all’assegnazione del riconoscimento come miglior Agri-farmhouse 2026.

Il Relais Poderi Luigi Einaudi, immerso nel paesaggio delle Langhe, nasce dal recupero di una dimora privata di fine Settecento e propone dieci camere, arredate con mobili originali provenienti dalle dimore storiche della famiglia.

Il camino, il giardino d’inverno, gli spazi dedicati alle degustazioni, la piscina esterna e il pergolato panoramico contribuiscono a un’offerta di accoglienza che interpreta il bon vivre di Langa.

Particolare attenzione viene riservata anche alla valorizzazione delle produzioni locali, a partire dalla colazione, che propone materie prime del territorio e prodotti stagionali, tra formaggi delle valli cuneesi, miele, marmellate artigianali e specialità gastronomiche.

La cantina accoglie inoltre visitatori durante tutto l’anno, su prenotazione, con esperienze personalizzate, degustazioni e percorsi dedicati alle diverse espressioni del Nebbiolo e alle annate di Barolo.

Un’offerta che trasforma la produzione agricola in un’esperienza di conoscenza del territorio e delle sue tradizioni, confermando il ruolo delle aziende vitivinicole non soltanto come realtà produttive, ma anche come protagoniste della valorizzazione culturale, paesaggistica e turistica delle Langhe.

Redazione

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