AMBIENTE – Il grave caso di inquinamento ambientale emerso sulla sponda sinistra del fiume Tanaro, nel territorio di Alba, suscita la preoccupazione di Italia Nostra, che interviene sulla vicenda chiedendo interventi di ripristino ambientale e controlli più estesi lungo il corso d’acqua.
La sezione dell’associazione ambientalista fa riferimento ai risultati dell’indagine condotta dai Carabinieri a partire dal 2024, illustrati nel corso di una recente conferenza stampa, che ha portato alla luce un’attività illegale di smaltimento di rifiuti speciali pericolosi, protrattasi per diversi anni lungo le sponde del fiume.
Secondo quanto emerso dall’inchiesta, l’attività riguardava il trattamento di residui ferrosi e altri materiali dai quali venivano recuperati metalli pregiati destinati al mercato nero. Gli scarti non commerciabili delle lavorazioni sarebbero stati successivamente abbandonati o interrati nei terreni vicini alla riva sinistra del Tanaro, provocando un significativo deterioramento ambientale.
Italia Nostra sottolinea come l’area interessata sia soggetta a specifici vincoli di tutela, richiamando la legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56, e successive modifiche e integrazioni, in particolare l’articolo 29, oltre alla legge statale 8 agosto 1985, n. 431, relativa alla tutela paesaggistica.
Le disposizioni richiamate dall’associazione prevedono forme di protezione per i fiumi, i torrenti e le relative sponde, con particolare riferimento alla fascia di 150 metri dalle rive o dal piede degli argini. A queste si aggiungono le normative che disciplinano il prelievo, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti speciali, attività soggette ad autorizzazioni preventive e controlli.
Alla luce di questo quadro normativo, l’associazione evidenzia la gravità delle violazioni ipotizzate, riconoscendo il valore dell’attività investigativa svolta dai Carabinieri, dai Carabinieri Forestali e dal Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale (Nipaaf).
Particolare preoccupazione viene espressa per gli esiti dei campionamenti effettuati sui terreni interessati, in collaborazione con Arpa Piemonte. Gli accertamenti avrebbero infatti evidenziato una situazione di grave contaminazione del suolo, riconducibile al prolungato occultamento di scarti di lavorazione e rifiuti pericolosi.
Per Italia Nostra, la vicenda non può esaurirsi con l’individuazione delle responsabilità penali, ma deve necessariamente tradursi anche in interventi concreti per il recupero dell’area compromessa.
L’associazione chiede pertanto che, oltre agli eventuali provvedimenti giudiziari nei confronti dei responsabili, venga avviata un’azione mirata di ripristino ambientale dei terreni contaminati, accompagnata da un programma di controlli esteso alle sponde fluviali lungo tutto il tratto albese del Tanaro.
L’obiettivo è verificare l’eventuale presenza di ulteriori situazioni di degrado e prevenire nuovi episodi di smaltimento illecito, garantendo una maggiore tutela dell’ambiente fluviale e della salute pubblica.
Redazione
