I veterani Unvs premiano gli studenti per il concorso Lo sport come lo vedo io – Gioco a fare il giornalista

I veterani dello sport pre

di Marco Fiorini

BRA – Scrivere di sport per provare a imparare a guardarlo con occhi diversi. È questo, in sintesi, lo spirito di “Lo sport come lo vedo io – Gioco a fare il giornalista”, il progetto promosso dall’Unvs (Unione veterani dello sport) e da Aido (Associazione italiana donatori di organi, tessuti e cellule) che da 19 anni coinvolge gli alunni delle scuole primarie del territorio e che questa mattina ha vissuto a Bra il momento conclusivo con la premiazione degli elaborati.

Ad accogliere i ragazzi, gli insegnanti e le numerose autorità è stata la sala conferenze Giovanni Arpino di largo della Resistenza, scelta quest’anno dopo 18 edizioni ospitate nell’auditorium di via Sarti. Protagonisti assoluti sono stati gli studenti, chiamati a raccontare lo sport attraverso i loro occhi, mettendosi alla prova con la scrittura e con l’osservazione.

Una particolarità dell’edizione 2026 ha colpito anche gli organizzatori: gli elaborati sono stati realizzati a mano, con penna e carta, invece che al computer. Un dettaglio che ha assunto un significato particolare in una manifestazione dedicata proprio alla capacità di osservare, riflettere e raccontare.

Il tema dello sport è stato affrontato dai ragazzi non soltanto attraverso vittorie e risultati, ma soprattutto attraverso i valori che lo accompagnano: rispetto, collaborazione, fair play, impegno e aiuto reciproco. Parole che sono tornate più volte nel corso della mattinata.

Il sindaco di Bra Gianni Fogliato ha sottolineato come lo sport locale offra numerose storie che meritano di essere raccontate, ricordando in particolare giovani atleti braidesi capaci di raggiungere risultati importanti anche in discipline meno conosciute. Il suo invito ai ragazzi è stato quello di imparare a raccontare non solo le imprese sportive, ma anche «le storie che stanno dietro» ai risultati: sacrifici, impegno e passione che possono diventare esempi per gli altri.

Anche il vicepresidente del Centro servizi per il volontariato Giovanni Fumero ha invitato i ragazzi a non considerarsi semplici spettatori, ma cittadini capaci di osservare e dare valore a ciò che li circonda. Il giornalismo, ha sottolineato, può essere uno strumento per sviluppare partecipazione e attenzione agli altri.

Dal dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Umberto Pelassa è arrivato invece un richiamo alla curiosità e allo spirito critico, qualità che il giornalismo può contribuire a sviluppare anche in chi, da grande, non farà il giornalista. Scrivere significa porsi domande, cercare di capire e poi raccontare agli altri ciò che si è scoperto.

Sul valore educativo dello sport si è soffermato anche il fiduciario Coni Paolo Barbero, indicando quattro parole: rispetto, fatica, gioia e salute. A queste ha aggiunto la generosità, collegandola alla presenza dell’Aido e al messaggio della donazione. Lo sport, ha ricordato, non è soltanto competizione e risultato, ma può insegnare valori utili nella vita di tutti i giorni.

Per Gianfranco Vergnano, anima del progetto insieme all’Unione veterani dello sport e all’Aido, sport e solidarietà rappresentano due aspetti strettamente collegati: «Più sport significa più vita». Nel suo intervento ha ricordato la lunga collaborazione con il mondo della scuola, arrivata ormai alla diciannovesima edizione, e il lavoro degli insegnanti e dei volontari che permettono all’iniziativa di continuare a crescere.

Il presidente dei veterani dello Sport Beppe Gandino ha infine riportato l’attenzione su un gesto semplice ma fondamentale: leggere. Dopo aver ricordato l’importanza della scrittura a mano, ha invitato i ragazzi a coltivare la lettura, che siano libri, fumetti o giornali, perché leggere significa ampliare il proprio vocabolario, stimolare la fantasia e costruire cultura.

Al termine della mattinata sono stati premiati lavori individuali e di classe degli istituti comprensivi coinvolti, con riconoscimenti destinati anche alle scuole per l’acquisto di materiale didattico. Un premio, quindi, che va oltre il singolo elaborato e valorizza l’intero percorso compiuto dagli studenti e dagli insegnanti.

Una mattinata nel segno della gioia, la gioia di vivere dei bambini e della loro educazione verso un sano stile di vita attraverso lo sport e la gioia di donare

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