di Davide Barile
ALBA – La raccolta del tartufo bianco d’Alba è iniziata giovedì primo ottobre, ma è con l’inaugurazione della Fiera albese e l’apertura del Mercato mondiale nel cortile della Maddalena, sabato 10 ottobre, che la stagione del tuber magnatum Pico entra nel vivo.
Mentre i turisti e i visitatori stanno affollando la città, a latitare un poco – complice la siccità e il clima torrido dell’estate appena trascorsa – sono proprio le trifole. Come ha riferito il cercatore Stelvio Casetta, «sono stati trovati dei tartufi, ma quasi tutti sono esemplari abbastanza piccoli. In ogni caso, tutti sapevamo che il migliore momento per il tartufo bianco non è certo ottobre: la situazione dovrebbe migliorare più avanti».
Dal palco al centro del Mercato mondiale, i giudici del Centro nazionale studi tartufo vigilano sulla qualità degli esemplari in vendita. Su quanto visto nei primi due giorni di apertura, riferiscono: «La qualità è positiva. Maggiore sarà il calo delle temperature, più il tartufo si arricchirà dei suoi particolari aromi». Ai prezzi alti, anno dopo anno, ci si è abituati. L’annata 2026 non sta facendo eccezione, anzi: le quotazioni del tuber magnatum, a seconda delle dimensioni, variano da un minimo di 400 a oltre i 500 euro l’etto, un centinaio di euro In più rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. Anche il nero pregiato si mantiene su livelli elevati: dai cento ai 150 euro l’ettogrammo.
