Ansa
A CUNEO si è conclusa l’udienza preliminare sulla tragedia del biolago di Caraglio, dove nel luglio 2024 una bambina di sette anni annegò durante una gita dell’estate ragazzi. Per la morte di Anisa Murati la Procura ha indagato sei persone. Due di loro, il gestore del bioparco Acquaviva Roberto Manzi e il parroco di Demonte don Fabrizio Della Bella, hanno optato per il patteggiamento davanti al gup Alberto Boetti.
Manzi gestisce dal 2022 la struttura sorta nell’area dell’ex polveriera militare di Caraglio, in località Bottonasco. A lui l’accusa imputa in particolare di non aver previsto un numero sufficiente di bagnini: quel giorno erano in servizio in due, solo uno dei quali presente nel momento in cui le accompagnatrici lanciarono l’allarme.
A don Della Bella, non presente quel giorno a Caraglio, si contesta invece di aver affidato i bambini (un centinaio nella comitiva dell’estate ragazzi della valle Stura) ad animatrici inesperte. Due di loro, appena maggiorenni, sono a loro volta sotto accusa: una ha scelto il rito abbreviato, l’altra il giudizio in dibattimento. La posizione di un’ulteriore accompagnatrice, minorenne all’epoca dei fatti, era già stata stralciata e archiviata dalla Procura per i minori. Anche i due tecnici indagati, il progettista e direttore dei lavori Stefano Ferrari e il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale Graziano Viale, hanno scelto l’abbreviato.
