REGIONE – Le risorse europee per la sanità, l’assistenza agli anziani e le politiche sociali sono state al centro della due giorni a Bruxelles del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e dell’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi.
Mercoledì 14 ottobre, nel pomeriggio, il presidente e l’assessore hanno incontrato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, per un approfondimento complessivo sui fondi europei.
Durante l’incontro, Cirio e Riboldi hanno presentato lo stato di avanzamento dei programmi di spesa dei fondi della Coesione europea, illustrando le priorità che il Piemonte intende perseguire nell’ultimo anno dell’attuale programmazione e in vista della nuova, che prenderà il via nel 2028.
La strategia è stata presentata anche ai funzionari della Commissione europea nel corso di diverse riunioni tecniche dedicate, in particolare, alla cura delle persone e alle politiche sociali.
Protezione sociale: 18 milioni di euro e 23 mila piani di cura
Uno dei temi centrali degli incontri è stato il programma Protezione sociale, avviato dalla Regione Piemonte come misura sperimentale, unica in Italia.
L’iniziativa ha consentito di assegnare 18 milioni di euro ai gestori delle Rsa e delle strutture per la non autosufficienza, finanziando complessivamente 23 mila piani personalizzati di cura.
“Abbiamo illustrato i numeri dell’attuazione di Protezione sociale, e abbiamo avuto la conferma della possibilità di reiterarla, rendendola strutturale nella nuova programmazione europea 2028-2034. Protezione sociale sarà infatti parte integrante del piano per l’assistenza agli anziani a cui stiamo lavorando anche insieme all’assessorato al Welfare per cui ha la delega il vicepresidente Maurizio Marrone, coinvolgendo operatori e realtà del settore, e che vedrà un importante momento di confronto nell’evento che si svolgerà il 30 ottobre a Torino” – dichiarano il presidente Cirio e l’assessore Riboldi.
Liste d’attesa, la richiesta del Piemonte all’Europa
Durante gli incontri sono stati approfonditi anche i dati dell’Istat, secondo cui 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato alle cure, di cui 3 milioni per motivi economici.
Sebbene le risorse europee non possano finanziare direttamente la spesa sanitaria ordinaria, la Regione ha evidenziato come il cosiddetto «debito di salute», accumulato nel corso dei decenni e aggravatosi durante la pandemia da Covid-19, rischi di penalizzare soprattutto le persone in condizioni di fragilità socioeconomica.
Da qui la richiesta avanzata dal Piemonte, primo in Italia a proporre questa soluzione, di poter utilizzare le risorse del Fondo sociale europeo per favorire l’accesso alle prestazioni sanitarie delle fasce più vulnerabili della popolazione, contribuendo alla riduzione dei tempi di attesa per visite ed esami.
«In questi giorni abbiamo avviato un proficuo confronto con Bruxelles su questo punto, con una serie di incontri di tenore giuridico – dichiarano il presidente Cirio e l’assessore Riboldi – per impostare una misura innovativa rivolta alle persone più fragili che avrà effetti sul recupero i tempi per visite ed esami – aggiungono il presidente Cirio e l’assessore Riboldi – all’interno di un più vasto piano di riduzione delle liste d’attesa. Il confronto proseguirà nelle prossime settimane con l’obiettivo di presentare la misura al Consiglio di sorveglianza del Fondo sociale previsto a Torino il 18 e 19 novembre per poi avviare l’iter di approvazione da parte della Commissione».
Il prossimo passaggio sarà dunque il confronto del 18 e 19 novembre a Torino, quando la Regione intende presentare la proposta al Consiglio di sorveglianza del Fondo sociale europeo, prima di avviare il percorso di approvazione da parte della Commissione europea.
Redazione
