Ecomaratona, la diciassettesima edizione è stata la più bella

Ecomaratona, la diciassettesima edizione è stata la più bella
La premiazione del campionato italiano di Trail lungo.

ATLETICA Era il 2010 quando Triangolo sport (l’associazione sportiva albese costituitasi due anni prima) lanciò la prima edizione dell’Ecomaratona del Barbaresco e del tartufo bianco d’Alba: la maratona che non c’era. Da allora è stata una lunga storia di passione, mai interrotta, nemmeno nell’anno del Covid, quando fu una delle pochissime gare a disputarsi in quel periodo. Tanti amici l’hanno accompagnata nel lungo percorso e aiutata a crescere fino e vedersi assegnata la prestigiosa disputa di un Campionato italiano Fidal,  prima volta assoluta ad Alba e nelle Langhe. E così, dopo diciassette anni, è arrivata la sua edizione più bella, completa e ricca agonisticamente. La gara sui cinquanta chilometri che assegnava i titoli tricolori ha visto atleti di primissimo livello dare il meglio di sè, con prestazioni emozionanti e volitive. Marco Moletto (Atletica Saluzzo), con una gara eccezionale tutta di testa, è diventato campione italiano di trail lungo, mentre il titolo femminile è andato a Veronica Maran (Skyrunners Le vigne Vicenza).

Alle premiazioni, con la Bela trifolera Daliana Petre, hanno presenziato rappresentanti dei Comuni coinvolti: Alberto Gatto e Davide Tibaldi (Alba), Mario Zoppi (Barbaresco), Paolo Piccinelli (Neive) e Gabriele Vola (Treiso), oltre a Mariano Rabino (presidente dell’Atl) e per la Fidal la presidente regionale Clelia Zola. Ha commentato Massimo Casagrande, presidente di Triangolo sport Langhe Monferrato Roero: «Il titolo italiano è un traguardo anche per noi e corona un lungo percorso. È un premio per tutti e riconosce la passione e lo sforzo per organizzare un evento così articolato e impegnativo».

 

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