Moretta, storia di una scuola che resta da fare

Cantiere della Moretta al palo: il centro-destra incolpa Marello

ALBA «Un clima da Santa Inquisizione». Con queste parole il consigliere di maggioranza Claudio Tibaldi definisce l’atmosfera percepita durante la prima commissione consigliare di giovedì 26 maggio, convocata dal presidente Carlo Bo (Forza Italia). Sul piatto la discussione in seguito allo stop ai lavori per la costruzione della scuola media del quartiere Moretta, imposto dal Tar Piemonte (del tema si parlerà diffusamente anche nel Consiglio di questa sera, martedì 31 maggio con le risposte a tre interrogazioni presentate dall’opposizione e una dalla minoranza). Tribunale che ha accolto il ricorso presentato dalla seconda impresa classificata in graduatoria, la Fantino Costruzioni, che contesta alla prima, la ditta Franco Barberis, di aver vinto la gara pubblica pur non avendo allegato all’offerta il dettaglio economico degli oneri aziendali di sicurezza. Una mancanza non ravvisata o comunque non presa in considerazione dalla Commissione tecnica comunale (anche perché la disciplina in materia è piuttosto controversa con controricorsi in discussione alla Corte di giustizia europea) che ha spalancato le porte di piazza Duomo alle polemiche.

La minoranza incalza il Sindaco, ravvisando responsabilità precise, ma a onor del vero la discussione si mantiene sempre sui binari del dialogo civile tra le parti, anche grazie all’attenta direzione del presidente Carlo Bo. Ad aprire le danze è stato Maurizio Marello che ha ricostruito passo per passo i fatti che hanno portato alla sospensione del cantiere sottolineando gli effetti negativi per l’Amministrazione comunale: «Fantino era terza per la qualità dell’offerta tecnica e tra le offerte economiche delle ditte prime qualificate “ballano” 122 mila euro a favore della Barberis, questo vuol dire che l’esclusione della ditta albese costerà al nostro comune oltre 300 mila euro».

Le previsioni del Sindaco sui tempi per riattivare il cantiere non sono incoraggianti: «Speravamo in tempi più brevi, ma realisticamente a fine luglio saranno assegnati nuovamente i lavori e il cantiere ripartirà probabilmente non prima di settembre». Il primo cittadino ribadisce la volontà di andare in fondo alla questione: «Riteniamo di aver operato bene e non escludiamo un ricorso al Consiglio di Stato».
Marcello Pasquero

L’opposizione incalza Marello e Gatto

Numerosi gli interventi della minoranza, a partire dal consigliere di Forza Italia Gionni Marengo (vedi articolo sotto), professione avvocato che incalza il Sindaco ravvisando precise responsabilità della Commissione comunale. Tocca poi a Emanuele Bolla (Fratelli d’Italia) che parla di superficialità e dilettantismo da parte dell’Amministrazione e invita l’assessore Alberto Gatto a «metterci la faccia»: «È stato irresponsabile procedere con l’aggiudicazione del cantiere, magari anticipando soldi per i lavori già eseguiti dalla Franco Barberis. Ritengo che non dovrebbe essere solamente il Sindaco, che dovrebbe avere una squadra forte al proprio fianco, a esporsi».

Mario Canova (Forza Italia)  ha fatto eco sottolineando il mancato rispetto dell’articolo 32 del bando di gara (quello che prevedeva l’indicazione degli oneri aziendali) ribadendo che lo stop del cantiere è un danno per tutta la cittadinanza e che l’opposizione non gioisce. Ivano Martinetti (M5s) ha aggiunto: «Chi ha sbagliato paghi e non siano sempre i cittadini a rimetterci. Lo scenario è caotico e sono convinto che ne vedremo delle belle nei prossimi mesi, ciò che emerge chiaro è che il Sindaco è l’unico a prendersi le proprie responsabilità, non supportato dai suoi collaboratori». Conclusione affidata a Domenico Boeri (Per Alba): «Correggo il Sindaco perché si parla di scuola media della Moretta da oltre 50 anni. Ormai il danno è stato fatto, cerchiamo di limitarne gli effetti perché non vogliamo rischiare di ripetere quanto successo con l’ospedale Alba-Bra, con lavori fermi per anni».
m.p.

Marengo (Forza Italia): Errore evitabile, Amministrazione incapace di vigilare

Secondo Gionni Marengo (Forza Italia) la sentenza del Tar Piemonte si poteva evitare «se solo il Comune di Alba, una volta ricevuto notifica del ricorso a metà gennaio, avesse prestato maggiore attenzione all’operato degli organi tecnici che avevano svolto le procedure di gara e avesse rilevato che, effettivamente, in graduatoria erano state ammesse 5 delle 11 imprese che avevano violato il bando di gara che prevedeva come specifica causa di esclusione proprio la omessa indicazione dei costi della sicurezza aziendali».

Secondo Marengo in quel momento il Comune avrebbe dovuto optare per l’autotutela, «strumento che consente di revocare gli atti precedentemente compiuti e rivedere tutta la procedura sanando così la situazione oppure posticipare almeno la sottoscrizione del contratto di appalto (avvenuta in data 5 marzo) sino alla decisione del Tar già fissata per l’udienza del 4 maggio. Si è viceversa scelto di scendere in campo sostenendo in giudizio tesi difensive rischiose, poi respinte dal Tar in quanto il bando di gara prevedeva l’obbligo di indicare gli oneri di sicurezza aziendali».

«L’attuale situazione è quella di un cantiere fermo», ha concluso il consigliere di Forza Italia, «il rischio da parte del Comune di Alba di trovarsi chiamato in giudizio dalle imprese coinvolte per un risarcimento danni imputabili ai vizi procedurali commessi e, non da ultimo, il rischio che la Corte dei conti intervenga per stabilire le responsabilità che, è chiaro, sono politiche e sono di questa Amministrazione incapace di vigilare adeguatamente sulla gara di appalto più importante di tutta la propria consiliatura».
m.p.

La replica di Sindaco e Assessore

L’assessore ai lavori pubblici Alberto Gatto, chiamato in causa in numerosi interventi della minoranza, esordisce dicendo: «Sono sul pezzo, le decisioni che sono state prese sono state discusse collegialmente da tutti. Riteniamo di aver rispettato le leggi e di aver operato nell’interesse della collettività. Ora dobbiamo essere uniti per riaprire al più presto il cantiere». Conclusioni affidate a Marello: «Abbiamo operato con grande impegno, altro che superficialità. Le decisioni vengono prese collegialmente, ma la responsabilità di ogni scelta è del Sindaco e di nessun altro, io ho la responsabilità politica di aver cominciato i lavori fino alle fondamenta. Se la scuola non sarà finita entro i tre anni che mancano alla fine del mandato, sarà unicamente mia la responsabilità».
m.p.

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