La matematica “antidoto” per combattere la malattia del gioco

Partirà a inizio 2013 il tour della Regione nelle scuole piemontesi per sensibilizzare i giovani e combattere il gioco d’azzardo patologico. Sono in programma venti incontri rivolti alle scuole superiori, che puntano a far comprendere le conseguenze del gioco compulsivo, ma anche una semplice verità: il banco non perde mai e con l’aiuto della matematica è possibile dimostrarlo in modo divertente e interattivo.

«In Piemonte, negli ultimi anni, i pazienti affetti in forma grave da questo tipo di disturbo sono cresciuti di oltre il 500 per cento», sottolinea l’assessore all’istruzione della Regione Piemonte, Alberto Cirio. «Cifre che da una parte spaventano, perché la dipendenza dal gioco d’azzardo è una patologia grave e pericolosa esattamente come le tossicodipendenze, ma che dall’altra sono anche il segno di una maggiore consapevolezza sul tema. Per questo è fondamentale affiancare al prezioso lavoro che il servizio sanitario regionale porta avanti da tempo, un lavoro di prevenzione che coinvolga le scuole. Con l’obiettivo non di demonizzare il gioco, ma di ricondurlo con razionalità a ciò che è, e deve restare: un gioco».

Il Piemonte, a partire dalla seconda metà degli anni ‘90, è stato un pioniere nel trattamento delle ludopatie. Nel 2010 il Consiglio regionale ha approvato una proposta di legge al Parlamento per vietare l’installazione e l’uso nei locali e luoghi pubblici delle macchinette da gioco, mentre recentemente il gioco d’azzardo è stato inserito nel Piano regionale delle dipendenze 2012-2015.

La campagna che l’Assessorato all’istruzione sta per lanciare nelle scuole è realizzata in collaborazione con il personale dei Sert (i servizi per le tossicodipendenze) e con il supporto tecnico della società di formazione e comunicazione scientifica Taxi1729, da anni specializzata su questo tema a livello nazionale con il format “Fate il nostro gioco”.

«L’obiettivo – commentano Paolo Canova e Diego Rizzuto di Taxi1729, matematico e fisico torinesi che nel 2009 hanno ideato il format –  è quello di svelare le regole, i piccoli segreti e le grandi verità che stanno dietro all’immenso fenomeno del gioco d’azzardo in Italia. La nostra convinzione è che il modo migliore per farlo sia usare la matematica come una specie di “antidoto logico”, per creare consapevolezza intorno al gioco e svelare i suoi lati nascosti».

I numeri del gioco d’azzardo

In Piemonte dal 2005 al 2010 i pazienti affetti da ludopatia grave presi in carico dal sistema sanitario regionale sono passati da 166 a 821 (rappresentano il 3,5% dei pazienti totali interessati da dipendenze sul territorio piemontese).  In media ogni italiano spende 1.300 euro all’anno per tentare la fortuna. Lo scorso anno in Italia la cifra complessiva spesa in gioco d’azzardo è stata di 80 miliardi di euro (dati Istat), ma si prevede che la spesa totale arrivi per il 2012 a circa 100 miliardi di euro.