Ecco l’anima langarola Doc di papa Francesco

A ricostruire la vita della ben nota “nonna Rosa” e a raccontarla in due volumi a lei dedicati sono stati Giancarlo Libert e Orsola Appendino, che ora aiutano il nipote del Pontefice in Argentina

LA STORIA C’è un forte legame affettivo che unisce il Piemonte e l’Argentina, le cui radici affondano nelle tante storie d’emigrazione del secolo scorso, quando intere famiglie fecero i bagagli e partirono alla ricerca di un futuro migliore.

Così fece una coppia di sposi, lei originaria di un piccolo borgo al confine tra l’alta Langa e la Liguria, lui nato e cresciuto a Torino: si chiamavano Rosa Vassallo e Pietro Bergoglio, i nonni di papa Francesco. Era il 1929 quando, insieme al figlio Mario, salutarono le colline astigiane dove vivevano da diversi anni e si imbarcarono per quel Paese «quasi alla fine del mondo», per prendere in prestito le parole del loro illustre nipote.

A ricostruire la vita di “nonna Rosa” e a raccontarla in due volumi a lei dedicati sono stati Giancarlo Libert e Orsola Appendino, che racconta: «Come ha più volte sottolineato lo stesso Francesco, Rosa Margherita Vassallo è stata una delle persone più importanti per la sua educazione. La donna era a tutti gli effetti piemontese: nacque a San Massimo di Piana Crixia, in provincia di Savona, ma a 500 metri dal confine con l’alta Langa. I suoi abitanti parlavano il dialetto piemontese e si sentivano molto più vicini a Cortemilia che alla Liguria». Da qui Rosa si trasferì a Torino, dove conobbe Giovanni Bergoglio e dove nacque il figlio Mario, battezzato nella chiesa torinese di Santa Teresa. Prima di emigrare, i tre lasciarono il capoluogo alla volta dell’Astigiano, da Montechiaro d’Asti a Portacomaro.

Ecco l’anima langarola Doc di papa Francesco

Una passione, quella per il Paese dell’America latina, che Orsola coltiva da anni. Le sue parole: «Un po’ come tante famiglie cuneesi, ho diversi cugini emigrati in Argentina. Negli anni, poi, l’ho visitata più volte anche per via del gemellaggio di Carmagnola con la città di Rìo Tercero, in provincia di Cordoba: ero appena tornata da uno dei tour a Buenos Aires quando seppi dell’elezione a pontefice di Francesco, evento che mi ha spinta a iniziare le ricerche».

Ma i legami con la famiglia del Papa non si fermano qui, perché oggi tutti i ricavati del libro Nonna Rosa vengono destinati a un’associazione umanitaria presieduta da un altro Bergoglio, come spiega Orsola: «José Ignacio è il figlio di Maria Elena, la sorella del Papa. È un ragazzo molto giovane, che insieme ad altri coetanei ha dato vita a un’associazione umanitaria attiva da anni sul territorio argentino».

Si tratta infatti della Ong Haciendo Lio, che si occupa di portare avanti progetti per aiutare i tanti poveri che vivono ai margini delle città argentine, ma anche a favore dei bambini che crescono in situazioni di disagio. Aggiunge Orsola, che ha incontrato a metà novembre papa Francesco insieme a un gruppo di Montechiaro d’Asti: «In Argentina c’è davvero tanto da fare per il prossimo, basti pensare all’istruzione per i bambini. José e gli altri s’impegnano su ogni fronte: tra i tanti progetti, a breve inaugureranno una nuova scuola, proprio dedicata a papa Bergoglio».

E conclude con un invito: «È vero che l’Argentina è dall’altra parte del mondo, ma è anche il Paese che ha accolto tanti piemontesi: ogni forma di sostegno, anche la più piccola, è preziosa per Haciendo Lio».

Per avere informazioni sull’associazione, si può visitare il sito Internet www.haciendolio.org.ar.

f.p.

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