Marello: «Edilizia in ripresa attenta alla sostenibilità»

Nuovo direttivo costruttori edili, due albesi vicepresidenti 1

URBANISTICA  Sul fronte dell’edilizia si muovono elementi importanti dal punto di vista delle tariffe e dei costi sia per le casse dell’Amministrazione comunale che per i privati cittadini. Il comparto è risultato in forte crisi negli ultimi anni e, sebbene venga considerato da molti la cartina tornasole dell’andamento economico generale, dal punto di vista ambientale sembra che la crescita verificatasi nel passato non sia più auspicabile. Parliamo con il primo cittadino Maurizio Marello.

Partiamo dalle tariffe. La scorsa settimana la sua Giunta ha approvato alcune delibere che introducono lievi cambiamenti in materia edile.
«I documenti contengono gli adeguamenti delle tariffe al costo della vita determinato dall’Istat. A esempio il prezzo di costruzione di un fabbricato residenziale passa da 395 a 397 euro al metro quadro. Per quanto riguarda gli oneri di urbanizzazione su aree residenziali e industriali e sulle monetizzazioni a parcheggio abbiamo approvato un incremento del costo pari a 0,8 punti percentuale. Si tratta di una variazione minima».
La vera novità riguarda però le cosiddette “aree interstiziali”.
«Sì, altrimenti chiamate “Zone C”. Se prima i proprietari di queste aree speciali volevano edificare su di esse un fabbricato, erano obbligati a cedere i due terzi dell’area al Comune. Da oggi in avanti sarà possibile comportarsi come nel caso delle monetizzazioni a parcheggio: ovvero versare nelle casse del Comune 64,25 euro al metro quadro dei due terzi dell’area interstiziale invece di cedere la porzione».
Questo consentirà ai proprietari di edificare, al Comune di incassare, all’edilizia di svilupparsi in modo più agevole?
«Bisogna considerare che i tempi non sono più quelli degli anni ’90 – precisamente dal ’95 al 2006 – quando le varianti al Piano regolatore avevano consentito lo svilupparsi di una bolla edilizia eccessiva, con l’edificazione di volumetrie pazzesche. Fu in quegli anni che vennero costruiti a esempio i palazzi di corso Bra e cementificate molte aree cittadine. I valori immobiliari erano elevati, si era costruito di più rispetto al reale bisogno con un esubero di alloggi che in seconda istanza ha contribuito a determinare il crollo del settore».
L’Amministrazione Rossetto in effetti incassava molti più oneri di urbanizzazione rispetto a voi.
«Oltre tre milioni l’anno, ora la media è parecchio inferiore: nel 2016 gli oneri incassati ammontavano a 750mila euro. Nel 2017 – il dato è aggiornato a pochi giorni fa – sono saliti a un milione e 127mila euro. Di questa cifra 950mila euro corrispondono a oneri di urbanizzazione “effettivi”, mentre i restanti sono sanzioni legate a violazioni. Significa che il comparto è in leggera ripresa, ma i valori di un tempo sono impensabili».
Cosa che potrebbe risultare critica per il settore edile ma buona per l’ambiente, non è vero?
«Non dobbiamo dimenticare che, se anche il comparto dovesse svilupparsi ulteriormente, dovrà seguire i dettami del Piano regolatore e delle linee di eco-sostenibilità mettendo, a esempio, il risparmio energetico al centro dell’attenzione. La cura dell’ambiente dovrà essere prioritaria».

m.v.

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