La socio-assistenza costa oltre 7 milioni

La socio-assistenza costa oltre 7 milioni

ALBA Più di sette milioni di euro per gli utenti dei 65 Comuni dell’area, di cui 2milioni e 723 mila per i residenti ad Alba: è questa la spesa del consorzio socio-assistenziale Alba, Langhe e Roero relativa allo scorso anno.

Il bilancio consuntivo del 2017 è stato illustrato la scorsa settimana di fronte alla prima commissione consiliare albese, attraverso numeri che hanno un significato preciso e che permettono di delineare il quadro dei bisogni.

Così ha esordito il presidente del consorzio Pier Giuseppe Cencio: «Degli oltre 2 milioni destinati agli utenti albesi, la spesa maggiore riguarda gli interventi per le persone disabili, per i quali sono stati stanziati più di 900mila euro, dal centro diurno Punto e virgola ai servizi territoriali per le persone tra i 16 e i 24 anni, dagli inserimenti lavorativi ai progetti di vita indipendente. Al secondo posto c’è la categoria degli anziani, con uno stanziamento di 591mila euro, con servizi importanti come i contributi per la domiciliarità e la non autosufficienza, ma anche altre forme di aiuto economico. Al terzo posto, i 486mila euro destinati ai minori e alle famiglie, e al quarto posto i 177mila euro per gli adulti e le nuove forme di povertà, dall’assistenza economica all’emergenza abitativa».

A completare le voci di spesa, anche i quasi 287mila euro per la governance interna ed esterna, oltre ai 272mila euro per l’amministrazione e le altre spese generali. Se si rapporta la spesa totale alla cittadinanza albese, ne esce una spesa pro capite di 86,65 euro, di cui 38,30 euro provengono dal Comune (che nel complesso ha destinato all’ente un milione e 203mila euro nel 2017).

Ma quante persone ha preso in carico il consorzio durante lo scorso anno? In totale 2.399 utenti, pari al 7,7 per cento della popolazione albese. «Una percentuale né troppo alta né troppo bassa», ha commentato Cencio. È interessante notare che al primo posto come numero di utenti, sebbene gli interventi a loro favore siano meno dispendiosi rispetto ad altre categorie, ci sono le forme di nuova povertà degli adulti, con ben 1.078 persone intercettate. Seguono i 612 minori con le rispettive famiglie, i 425 anziani e i 284 disabili.

Socio-assistenza: Bertoluzzo, 150 famiglie al mese chiedono aiuto

Riguardo all’attività svolta dal consorzio durante il 2017, così ha commentato il direttore Marco Bertoluzzo: «Per quanto riguarda gli interventi relativi alla disabilità, abbiamo portato avanti progetti molto interessanti che coinvolgono giovani disabili con le loro famiglie, a partire dai fratelli e dalle sorelle. Sul fronte degli anziani, nella fascia fino agli 80 anni, si fa sempre più forte la richiesta di interventi domiciliari, in modo da evitare il trasferimento nelle case di riposo. E soprattutto, sono gli stessi anziani a chiedere di essere attivati con progetti intergenerazionali, a contatto con i giovani».

E a proposito delle nuove povertà, Bertoluzzo aggiunge: «C’è una fascia di persone che si trovano nella zona grigia, le cui condizioni precipitano in modo veloce di fronte a un fattore scatenante. E così si rivolgono a noi famiglie in difficoltà a causa della perdita del lavoro del padre, per esempio. Oppure coppie a basso reddito, che si separano e non riescono a proseguire in modo indipendente dal punto di vista economico. Degli adulti che si rivolgono al consorzio, si tratta in molti casi di situazioni simili».

Francesca Pinaffo

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