Allevatori in allarme per gli attacchi dei lupi

La convivenza tra pecore e lupi è possibile?

ALTA LANGA Se gli agricoltori dell’alta Langa sono alle prese con i danni causati dai cinghiali, gli allevatori di ovini devono fare i conti con i lupi. Racconta Franco Allaria, di Murazzano: «Ci sono stati molti attacchi, tutti documentati da veterinari e Carabinieri. Ho avuto 25 pecore uccise in una notte. Da tre anni chiediamo aiuto. Non dico che si debba sparare ai lupi, ma vogliamo poter parlare con chi è competente per sapere come risolvere il problema». Per tenere lontani i lupi Allaria ha messo filo spinato sui recinti e ha installato luci da cantiere come dissuasori. «In Friuli la Regione risarcisce questo tipo di danni, mentre in Piemonte sono stati tagliati i fondi», prosegue Allaria.

«Il problema è serio: complessivamente quest’anno nella zona si è perso un centinaio di capi: tanti per una specie in via di estinzione che ne conta circa 2.500 in tutto. Teniamo gli animali all’aperto perché crediamo in questo tipo di allevamento. Purtroppo la Regione non paga i danni e siamo costretti a stipulare un’assicurazione», afferma Fabrizio Barbero di Murazzano, che ha anche passato una notte sul pick-up nei prati per tenere d’occhio gli animali.

A Bossolasco, Carlo Giordano ha perso quattro pecore, due delle quali prima dell’alba, appena dopo averle liberate per il pascolo: «È un problema che va risolto. Il danno è enorme. Ci sono costi elevati anche per smaltire le carcasse. Non vogliamo soldi, vogliamo poter lavorare. Noi viviamo su questa attività». A Paroldo, l’allevamento di Claudio Adami è stato attaccato per tre volte nelle ultime settimane, con pecore uccise anche vicino alla cascina. «Ne sono morte dodici, altre sono state ferite e alcune probabilmente sono scappate. Nessuno sa dirci come uscire da questa situazione», afferma Adami.

Secondo alcune stime, nella zona dell’alta Valle Belbo, tra Mombarcaro e Murazzano, ci sarebbero sei lupi.

Corrado Olocco

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