98 letti di lungodegenza su circa 180mila persone

ALBA La sigla Cavs significa “continuità assistenziale a valenza sanitaria”. Un nome complesso, che sottende una realtà delicata: il destino di quei pazienti, soprattutto anziani, la cui situazione clinica dopo le dimissioni dall’ospedale non è risolta al punto da poter essere gestita a casa. La questione ha fatto discutere la commissione consiliare del 14 novembre.

I consiglieri del Partito democratico hanno presentato un ordine del giorno (da discutere poi nel Consiglio comunale di fine novembre) in cui si richiede un aumento dei posti. Ha spiegato uno dei firmatari, William Revello: «I Cavs rappresentano un’opportunità di ricovero soprattutto per anziani e non autosufficienti affetti da forme croniche, che necessitano di trattamenti riabilitativi e di assistenza continua; considerando il progressivo invecchiamento della popolazione, si tratta di una questione urgente. Per la nostra area la Regione ha assegnato 60 posti al centro di riabilitazione Ferrero di Alba, 20 all’ospedale di Verduno, 18 a quello di Canale. Ritenendo inadeguato e sbilanciato il numero e la distribuzione, vorremmo sollecitare l’assessorato alla sanità affinché incrementi questi parametri, privilegiando la soluzione pubblica».

Ha aggiunto il presidente del Consiglio Roberto Giachino: «In passato i cosiddetti letti di prossimità e la lungodegenza di Canale assolvevano alla funzione dei Cavs: i posti erano di più rispetto al numero attuale, i medici di famiglia potevano utilizzarli con snellezza burocratica e rapidità. Oggi invece la procedura di richiesta e assegnazione di un Cavs è macchinosa».98 letti di lungodegenza su circa 180mila persone

Nel mirino dei consiglieri è così caduto l’ex direttore generale dell’Asl Cn2 Danilo Bono, che tre anni fa aveva abolito i letti di prossimità sostituendoli con i Cavs.

Pure la minoranza albese è insorta con il capogruppo forzista Carlo Bo ed Elisa Boschiazzo, oltre a Domenico Boeri (Per Alba), che hanno dichiarato lo stato di caos del comparto sanitario, causato dalla revisione del sistema Cavs operata dall’ex direttore Asl Bono. Carlo Bo: «Purtroppo, dei 98 posti Cavs di cui si parla ne è attualmente fruibile poco più della metà: i 20 attribuiti all’ospedale di Verduno saranno disponibili solo quando il nosocomio entrerà in funzione e dei 60 assegnati al centro di riabilitazione Ferrero risulta che non tutti siano disponibili. Preme inoltre sottolineare che i 98 posti letto dovranno rispondere alle esigenze di circa 180mila utenti dell’Asl Cn2».

Ha poi detto Boeri: «Per quanto condivisibile sia il documento proposto dai consiglieri Pd, ci chiediamo se il calo dei posti non potesse essere evitato con un’opera di sensibilizzazione da parte dell’Amministrazione verso il Governo regionale (dato che le istituzioni condividono l’appartenenza politica e il governatore Chiamparino è spesso ospite della nostra città), agendo prima che si prendesse una decisione così penalizzante per il territorio».

Infine ha detto Boschiazzo: «Abbiamo l’ennesima conferma che Alba conti nulla o quasi nella politica locale e regionale. Nonostante il danno sia fatto, è necessario convocare in audizione Massimo Veglio, attuale direttore dell’Asl, affinché possa illustrare la questione».

 

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