Asti-Cuneo: la protesta dei sindaci davanti al prefetto

Asti-Cuneo: la protesta dei sindaci davanti al prefetto 2

AGGIORNAMENTO delle 10.30 di venerdì 16 novembre

Asti-Cuneo: la protesta dei sindaci davanti al prefetto 2

CUNEO La manifestazione sta per iniziare.

Asti-Cuneo: la protesta dei sindaci davanti al prefetto 3


Il tavolo delle autonomie invita sindaci, imprenditori e cittadini  a essere presenti il 16 novembre alle 10.30 di fronte  alla sede cuneese del rappresentante del Governo

LA SVOLTA Sì all’invito arrivato dal sindaco Maurizio Marello di lanciare un segnale al Governo per chiedere lo sblocco dell’Asti-Cuneo con un’azione di protesta, no all’idea di fermare il traffico al casello di Govone dell’A33.

Il tavolo delle autonomie invita alla mobilitazione delle province di Asti e Cuneo venerdì 16 novembre non presso la barriera del paese roerino – dove viene imposto un pedaggio esoso per pochi chilometri di autostrada – bensì presso gli uffici della Prefettura di Cuneo, che verranno pacificamente occupati alle 10.30.

IL SINDACO DI ALBA

Soddisfatto il sindaco di Alba Maurizio Marello: «La proposta di bloccare il traffico a Govone ci metteva di fronte a possibili sanzioni anche penali; per questo l’ipotesi è stata messa in un cassetto, con la speranza che il dialogo e la protesta pacifica di tutta la popolazione cuneese e astigiana possano portare allo sblocco dell’autostrada iniziata ormai più di trent’anni fa».

A causare le rimostranze del primo cittadino albese i ritardi accumulati dal Governo che, nonostante le rassicurazioni arrivate dal ministro dei trasporti Danilo Toninelli, non avrebbe intavolato alcun discorso con il concessionario dell’Asti-Cuneo e non avrebbe presentato i progetti al Cipe per l’approvazione, una circostanza confermata dal presidente dell’Asti-Cuneo Giovanni Quaglia. Il passaggio al Cipe è fondamentale dopo l’autorizzazione, il 27 aprile, della commissione europea al cross financing: la possibilità di reperire fondi per ultimare l’autostrada da parte del concessionario, il gruppo Gavio, in cambio del prolungamento di una concessione, quella della Torino-Milano, di quattro anni, dal 2026 al 2030. La decisione, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea il 25 ottobre, autorizza il concessionario a spendere ben 398 milioni, quasi 50 milioni in più di quanto si credesse.

Una delle proteste per l’Asti-Cuneo di sindaci e imprenditori, svoltasi nel settembre del 2015: da allora la situazione non è cambiata per l’autostrada.

«Il passaggio in Prefettura è solo il primo dei passi che il tavolo delle autonomie vuole compiere con le forze politiche, economiche e sociali di Astigiano e Cuneese. All’appello dovrebbero rispondere i sindaci delle due province e migliaia di cittadini: più forte sarà il territorio e più facilmente le nostre istanze saranno considerate», dice Marello. Una delegazione chiederà di essere ricevuta dal prefetto per la consegna di un documento da trasmettere al Governo.

LE POSIZIONI

L’incontro del tavolo delle autonomie è stato preceduto da una conferenza stampa di Carlo Bo, Gionni Marengo, Elisa Boschiazzo e Mario Canova per Forza Italia e Marco Marcarino per la Lega. Duri i toni degli esponenti di centrodestra: «In passato sono state organizzate manifestazioni per chiedere la conclusione dell’Asti-Cuneo, ma il sindaco Marello mai ha partecipato e ora, perché non c’è più il Pd al Governo, si scopre rivoluzionario. Marello per Alba non è stato un sindaco in grado di fare la differenza, piuttosto è stato capace di distruggere parte delle sinergie costruite sul territorio».

Il tracciato dell’autostrada Asti-Cuneo

Il compito di sciogliere le riserve è toccato al consigliere Mario Canova: «Se la proposta è di andare a Govone a occupare l’autostrada creando un disagio ai cittadini e alle imprese, la nostra risposta sarà no. Non sfileremo al fianco del sindaco, piuttosto andremo a protestare in corso Canale per chiedere la realizzazione del terzo ponte, opera fondamentale per Alba».

La spaccatura – che avrebbe immortalato un territorio incapace di agire unito – pare ora rientrata, spostando il teatro della protesta di fronte alla Prefettura. Centrodestra e centrosinistra dovrebbero marciare fianco a fianco, pur con l’incognita della Lega, partito di Governo che difficilmente potrà protestare contro un ministro dello stesso schieramento giallo-verde.

Marcello Pasquero

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