Il potere di Pilato davanti al potere della verità

PENSIERO PER DOMENICA – CRISTO RE DELL’UNIVERSO- 25 NOVEMBRE

Come vivere la festa di Cristo che si proclama re, testimone della verità, in un contesto sociale dominato dalle fake news, in cui, per un politico o un economista, dire la verità significa essere perdente? Come sempre, da credenti, ci affidiamo alla Scrittura, che concentra la nostra attenzione sulla figura di Gesù. In un contesto di incertezza come il nostro la figura di Cristo re ci può dare un punto di riferimento sicuro.

Il potere di Pilato davanti al potere della verità
Gesù e Pilato, dei Maestri di Albrecht, XV secolo.

Il figlio dell’uomo è il sovrano dei re della terra. Le prime due letture (Dn 7,13-14; Ap 1,5-8) appartengono al genere letterario apocalittico, dunque usano immagini ed espressioni forti. Il profeta Daniele, rivolto agli esuli a Babilonia, prospetta loro una salvezza portata da un “figlio dell’uomo” che ha potere su “popoli, nazioni e lingue”. Questo dava speranza a gente che viveva oppressa da un altro popolo, in un’altra nazione che parlava un’altra lingua. Noi sappiamo che il titolo di “figlio dell’uomo”, che ritroviamo anche nell’Apocalisse, è stato probabilmente l’unico che il Gesù storico si è attribuito, per indicare che egli non era un messia politico, ma un messaggero di speranza. Anche oggi, politica ed economia non hanno l’esclusiva della speranza. I credenti guardano oltre.

La regalità di Gesù al cospetto di Pilato. Il brano evangelico (Gv 18,33-37) focalizza una scena del lungo incontro tra Gesù e Pilato. Questi è preoccupato solo che Gesù possa minacciare il suo potere, ossia il potere di Roma. Gesù lo tranquillizza: «Il mio regno non è di questo mondo», poi precisa: «Per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità». Questo vale ancora oggi: in un mondo in cui per essere vincenti ed esercitare il potere è necessario barare, mentire, nascondere in qualsiasi modo la verità delle cose, Gesù propone uno stile alternativo di vita.

Regnare è servire la verità. Il mondo, come Pilato, cerca anche oggi di annientare Gesù con l’arma del ridicolo. Ma Gesù, un re coronato di spine e rivestito per scherno col mantello di porpora, riesce a smascherare le ipocrisie e obbliga a scegliere: o lui o Cesare, il regno in cui vincono l’amore e la verità o il regno oscuro della violenza e della menzogna. Il regno di Dio che Gesù ha annunciato nel corso della sua vita e che ci viene proposto anche oggi si manifesta nel dono di sé, nell’amore e nel servizio alla verità. Questa verità non è data una volta per tutte, ma va sempre cercata. Al termine di un anno liturgico, siamo invitati a chiederci se abbiamo cercato e cosa abbiamo trovato.

Lidia e Battista Galvagno

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