Cimice asiatica: i tecnici di Agrion hanno illustrato il problema in Senato

Via libera dell'Ue al parassita “buono” che può sconfiggere la cimice asiatica

AGRICOLTURA Si è svolta nei giorni scorsi, alla Commissione agricoltura del Senato, l’audizione della Fondazione Agrion, sul tema della cimice, alla presenza dei senatori cuneesi Giorgio Bergesio e Mino Taricco.

Commenta il presidente di Agrion Giacomo Ballari: «Crediamo sia fondamentale avere occasioni di coordinamento per affrontare in modo condiviso l’emergenza cimice. Durante l’audizione abbiamo avuto modo di illustrare le attività portate avanti in questi anni con le sperimentazioni che abbiamo fatto, a diversi livelli. Questa audizione è per noi e per tutti i nostri partner il segnale concreto che il lavoro svolto è significativo e confidiamo che questa sia l’opportunità di mettere a disposizione di tutto il sistema nazionale quanto abbiamo fatto per l’agricoltura piemontese».

Prosegue Ballari: «Abbiamo anche voluto evidenziare le priorità che riteniamo fondamentali per il prosieguo del lavoro sulla cimice. Non è possibile infatti pensare di gestire questa situazione da soli. Immaginiamo di rafforzare le reti che abbiamo costruito in questi anni con centri di ricerca, Università, Istituzioni e i rappresentanti delle filiere per rafforzare un piano di monitoraggio territoriale utile per l’impostazione delle azioni di lotta alla cimice. Riteniamo fondamentale partecipare allo sviluppo di un monitoraggio nazionale sull’insediamento e lo sviluppo del parassitoide  del genere Trissolcus, segnalato già in alcuni siti in Italia. Si devono sviluppare strategie di difesa innovative e ecocompatibili supportate da costanti sperimentazioni in campo dei mezzi disponibili studiandone la loro efficacia e le varie metodologie di utilizzo».

Conclude il presidente di Agrion: « Risulta quindi indispensabile che le Istituzioni preposte portino a conclusione nel più breve tempo possibile le modifiche alla normativa vigente autorizzando in deroga l’introduzione del parassitoide non autoctono. Non possiamo permetterci di concedere un altro anno alla cimice asiatica senza intraprendere un percorso di introduzione di antagonisti che siano efficaci nel rallentare il proliferare di questi insetti. Altro passo fondamentale è la creazione di un coordinamento nazionale tra Università, centri di ricerca e sperimentazione ed istituzioni. Un vero e proprio tavolo di crisi! Non dobbiamo dimenticarci che siamo di fronte alla gestione di un’emergenza che potrebbe coinvolgere più di 150mila ettari di colture solo in Piemonte. Occorre quindi uno stanziamento di risorse in grado di sostenere le attività di monitoraggio, gestione dell’emergenza e lotta a livello territoriale, nonché di costante ricerca e sperimentazione. Confidiamo che, anche grazie all’attenzione dei parlamentari piemontesi presenti, ci sia un’attenzione ulteriore sull’emergenza della cimice».

 

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