Centro Ferrero di Alba: si ritorna a trattare il contratto di lavoro

ALBA La Prefettura aveva sospeso la procedura per conciliare le parti sino a fine gennaio
È scaduto a fine gennaio il periodo di sospensione della procedura di conciliazione obbligatoria, deciso dalla Prefettura di Cuneo, per evitare la proclamazione dello stato di agitazione al centro di riabilitazione Ferrero.

La vicenda risale a fine dicembre, quando la segreteria provinciale di Cgil-Fp ha indetto un referendum tra i dipendenti delle due sedi dell’azienda – ad Alba e a Robilante – per avere da loro un riscontro circa l’applicazione del nuovo contratto, entrato in vigore a novembre. Ritenuto dal sindacato fortemente peggiorativo delle condizioni esistenti, è stato bocciato dall’80 per cento dei dipendenti. Da qui l’avvio dell’iter per la proclamazione delle stato di agitazione, sospeso dopo l’incontro di fronte al viceprefetto di Cuneo Maria Antonietta Bambagiotti.

Centro Ferrero di Alba: si ritorna a trattare il contratto di lavoro

A distanza di un mese, il clima sembra essere positivo, come spiega il segretario provinciale di Cgil-Fp Alfio Arcidiacono: «La vertenza attivata verso il centro di riabilitazione Ferrero sembra giungere a una svolta positiva. Al termine del lungo periodo di sospensione delle procedure, finalmente è stato convocato un incontro congiunto di trattativa, rivolto alle segreterie provinciali e alle rappresentanze sindacali aziendali di Cgil-Fp, Cisl-Fp e Uil-Fp: da parte nostra ci impegneremo per sostenere insieme agli altri sindacati le proposte di miglioramento dell’attuale accordo aziendale, così da acquisire il consenso dei dipendenti e concludere in modo positivo la procedura di conciliazione obbligatoria prevista dalla legge».

Francesca Pinaffo

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